CIASPE ALPI GIULIE Malga Rauna e Cappella Zita da Valbruna


Premessa:

Questo itinerario sembra fatto su misura per la stagione invernale; non presenta particolari difficoltà, a patto che venga adeguatamente valutata la condizione del manto nevoso prima di iniziare il cammino. Il facile accesso al luogo di partenza costituisce un ulteriore punto a favore della sicurezza: infatti, la probabilità di incontrare escursionisti lungo il sentiero 607 è tutt'altro che remota; per contro, questo aspetto può risultare meno gradito a chi ricerca negli ambienti alpini l'instaurarsi di un'atmosfera in cui la solitudine ed i silenzi ovattati dei boschi divengono veicoli ideali per condurre la sensibilità individuale in altre dimensioni, nelle quali magicamente può risvegliarsi quell'innato legame con la natura che, nonostante tutto, è ancora in grado di esercitare un profondo fascino sull'essere umano, tale da consentirgli di riscoprire l'origine da cui progressivamente è andato allontandosi nel corso dell'evoluzione.

 

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

 

Valbruna – sentiero 607 – Malga Rauna – Cappella Zita.

Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso dell'andata

 

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Valbruna, 821 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: circa 11 km
  • Quota massima raggiunta: Cappella Zita, 1515 mt s.l.m.
  • Dislivello: 710 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 3 h
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 19
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
  • Bellezza (da 1 a 5): 3,5
  • Panoramicità (da 1 a 5): 3,5

 


Descrizione dell'itinerario:

 

Risalire parzialmente la rotabile della Valbruna fino a raggiungere il limite del paese omonimo; in corrispondenza delle ultime abitazioni, poco dopo aver lasciato sulla sinistra l'ultimo bivio utile per entrare in paese, appare chiaramente il segnavia CAI 607 per malga Rauna e Cappella Zita, posto sul lato destro della carreggiata; è possibile lasciare l'auto nell'area di sosta che si trova di fronte all'imbocco del sentiero. In moderata salita, camminando entro una larga e comoda traccia, si attraversa dapprima la pista utilizzata in inverno per lo sci da fondo; di seguito il percorso prende a rimontare con buona pendenza l'estremità est della lunga costiera dello Jof di Miezegnot, il cui nome richiama inevitabilmente alla memoria le tragiche vicende della Grande Guerra, che su questo fronte, analogamente a quello carnico del Pal Piccolo, furono particolarmente drammatiche e sanguinose. Un bosco misto di abete rosso e faggio accompagna la prima parte dell'ascesa, lungo la quale è possibile godere di qualche limitato scorcio sull'abitato di Valbruna e sui fronteggianti rilievi del monte Santo di Lussari e della Cima del Cacciatore.

 

[scorcio panoramico sulla Cima del Cacciatore dal sentiero 607]

 

Ad una prima diramazione si può decidere di proseguire lungo la più agevole pista principale o di impegnare il sengavia CAI, il quale taglia una curva a gomito seguendo un percorso più diretto.

 

[in cammino lungo la carrareccia]

 

Dopo alcune serpentine la pista si approssima alla valle del rio del Salto, costeggiandone il margine in modo lineare, quindi, in seguito all'attraversamento di un piccolo corso d'acqua, si introduce in una conca più luminosa, posta a ridosso dei basamenti rocciosi discendenti dal monte Strechizza. Un'ulteriore possibilità di scelta è data all'escursionista in questo punto: seguire l'ampia pista che piega nettamente a destra oppure, condizioni del manto nevoso permettendo, intraprendere il più diretto sentiero CAI 607 (segnalato), il quale confluisce più a monte nella traccia principale. Il presente articolo si riferisce a questa seconda opzione. L'acclive sentiero CAI risale in modo deciso il fitto bosco misto, che con l'aumentare progressivo della quota va trasformandosi sempre più in una faggeta pura.

 

[lungo la parte alta del sentiero 607]

 

Dopo aver ripreso la pista precedentemente abbandonata si avanza con pendenza meno significativa, incontrando dapprima l'intersezione con il sentiero per forcella Nebria (da lasciare alla propria destra) ed in seguito un'apparecchiatura elettronica adibita alla funzione di monitoraggio sulla fauna, assicurata mediante un supporto fisso. Un ampio tornante sinistrorso coincide con una significativa apertura, presso la quale si trova un vistoso cartellone facente riferimento al progetto di ripristino e miglioramento dei pascoli di malga Rauna.

 

[la tabella del “Progetto Life” posta poco sotto malga Rauna]

 

Con visuale fattasi decisamente più aperta si raggiunge quasi subito la malga stessa (1497 m), la cui sagoma è sovrastata dallo scosceso versante settentrionale dello Jof di Miezegnot.

 

[malga Rauna fa capolino dall'abbondante coltre nevosa]

 

Questa piccola struttura in legno è in grado di offrire uno spartano ricovero a cui si aggiunge, all'esterno, la possibilità di accendere il fuoco. Lasciando sulla destra la costruzione il sentiero prosegue entro una splendida radura circondata dagli abeti rossi quindi, dopo aver rimontato un brevissimo pendio, conduce di fronte a Cappella Zita (1515 m), realizzata all'epoca della Grande Guerra dai soldati austriaci in onore alla loro Imperatrice e sopravvissuta agli eventi di quel periodo.

 

[la stupenda radura che circonda malga Rauna]

 

[l'arrivo presso cappella Zita]

 

Dalla radura è possibile apprezzare una discreta visuale sull'estremità orientale delle alpi carniche.

 

[panoramica sulle alpi carniche orientali da cappella Zita]

 

Per il ritorno si segue il medesimo itinerario.

Riferimento temporale dell'escursione: marzo 2008


 

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