TREKKING ALPI CARNICHE Anello del m.te Peralba dalle sorgenti del Piave


Premessa:

 

Si tratta di un percorso che attraversa un ambiente grandioso, a tratti anche severo, ma tutt'altro che avaro per quanto concerne le emozioni in grado di infondere. Al notevole impegno richiesto per l'ascesa (non esente da passaggi alpinistici, quindi consigliabile ad escursionisti esperti), si aggiungono diversi elementi degni di considerazione, tra cui vanno segnalate soprattutto le testimonianze storiche, l'elevato pregio naturalistico e l'antica devozione che da sempre lega i sappadini alla Madonna, la cui immagine è presente sulla vetta; Giovanni Paolo II effettuò a sorpresa nel luglio del 1988 una visita in questa zona, non mancando di ascendereil monte Peralba mediante la via normale, lungo la quale è presente una targa commemorativa dell'evento (“Forza! La sulla cima c'è la croce. Là io ora devo andare”). Il monte Peralba appartiene alla lunga catena Carnica, di cui costituisce una delle massime elevazioni. L'etimologia (Peralba = pietra bianca) è dovuta alla peculiarità delle rocce, le cui componenti conferiscono un aspetto decisamente chiaro al massiccio; queste ultime, dal punto di vista geologico, sono ancora più antiche rispetto a quelle delle vicine dolomiti cadorine. Il crestone ovest del monte è senz'altro meno frequentato rispetto alla via normale ed è anche più difficile: nel desiderio di voler proporre un percorso ad anello, lo si è quindi preso in considerazione ai fini dell'ascesa; alla solitudine che ne permea l'intero sviluppo si sostituisce, una volta in vetta, la vivacità generata dal cospicuo via-vai di escursionisti che provengono soprattutto dalla già citata via normale, ma anche dalla ferrata Sartor.

 

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Sorgenti del Piave – Sentiero CAI (crestone Ovest) – Monte Peralba – Via Normale (versante Est ) - Passo Sesis – Sentiero 132 – Rifugio P.F. Calvi – Sentiero 132 – Sorgenti del Piave

 

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Rifugio Sorgenti del Piave, 1830 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: circa 7,5 Km
  • Quota massima raggiunta: Monte Peralba, 2694 mt s.l.m.
  • Dislivello: 880 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 3 h 30 min
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 1
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Bellezza (da 1 a 5): 5
  • Panoramicità (da 1 a 5): 5

 


Descrizione dell'itinerario:

 

Da Cima Sappada (BL) si risale interamente la stretta rotabile della Val Sesis, al cui termine si trova il rifugio Sorgenti del Piave (1830 m); è possibile lasciare la vettura nell'ampio piazzale antistante la costruzione.

 

[il rifugio Sorgenti del Piave]

 

A Nord-Ovest del suddetto rifugio, attraversato il breve collegamento per la piccola cappella limitrofa, si rinviene l'imbocco del sentiero Ovest per il monte Peralba (seganvia CAI). In un primo momento questa traccia scende moderatamente lungo una splendida radura d'alta quota (ingentilita dalla presenza di ginepri, larici ed abeti rossi), ma ben presto, dopo aver piegato a destra, prende a rimontare l'erto pendio boscato posto alla base delle rocce. Lasciati alle spalle gli ultimi alberi si affrontano alcuni ripidi passaggi tra cengette costituite da rocce, zolle erbose e pini mughi, mentre la visuale va spostandosi sempre più in direzione della splendida foresta della val Visdende, delimitata a settentrione dalle verdissime montagne della dorsale carnica.

 

[il gruppo dei monti Franza e Rinaldo dalla cresta ovest del Peralba]

 

Ci si trova all'inizio dell'ampio crestone occidentale del monte Peralba. Dopo aver rasentato una liscia lavagna calcarea e rimontato un tratto assai ripido si giunge in corrispondenza della sommità della cresta rocciosa, ove si palesano alcuni firmeti.

 

[passaggio di I° grado sulla cresta ovest del Peralba]

 

[particolare dela dorsale carnica a nord della val Visdende]

 

Sempre accompagnati dagli sbiaditi bolli rossi, si prosegue nella salita (ora meno esposta), destreggiandosi tra gli sfasciumi, mentre l'aspetto muta nuovamente, rivelando profondi e solcati canaloni, turrite elevazioni dall'aspetto solenne e baratri senza fondo, in un contesto senz'altro severo ma estremamente suggestivo.

 

[la val Visdende ed il Comelico dal monte Peralba]

 

Poco al di sotto della cima si attraversa un'ampio settore costituito da ghiaie, che il sentiero dipana con strette serpentine, quindi si giunge in vista dei resti di antiche postazioni militari austriache, superate le quali si guadagna la cima (2694 m, ore 2 dalla partenza), con campana, madonnina, libro e croce di vetta e panorama immenso, davvero grandioso in ogni direzione.

 

[veduta sul Coglians dalla vetta]

 

Per la discesa si utilizza la via normale, superando dapprima il lungo crestone orientale (con altra postazione austriaca del 15/18), quindi guadagnando uno stretto intaglio tra le rocce, che precede di poco l'ingresso nell'ombroso canalino detritico attrezzato con cavo metallico, in cui dev'essere posta attenzione a causa delle rocce scivolose e dell'eventuale presenza di neve residua (soprattutto ad inizio stagione).

 

[targa commemorativa della visita di Giovanni Paolo II°]

 

[canalino attrezzato lungo la via normale]

 

Si scende quindi lungo il versante nord, su traccia evidente costituita da diversi tornantini. Dopo aver superato un facile canalino roccioso si piega in modo graduale verso destra, al fine di aggirare il basamento orientale del monte.

 

[la val Fleons dal sentiero per il passo Sesis]

 

Lasciato a sinistra il sentiero per il passo Oregone, si affrontano le ultime svolte che ancora separano dal passo Sesis (2312 m), ove si trascurano i segnavia 140 per la valle di Fleons e 173 per il passo dei Cacciatori;

 

[la svettante piramide del Pic Chiadenis]

 

camminando lungo il sentiero 132 ci si riporta gradualmente verso sud/ovest, superando dapprima un tratto dolce, quindi un ripido ghiaione, che si esaurisce poco sopra al rifugio P.F. Calvi (2164 m, 45 minuti dalla vetta).

 

[in vista del rifugio P.F. Calvi]

 

Dal rifugio si prosegue lungo la comoda ed ampia mulattiera per le sorgenti del Piave, anch'essa assai panoramica. Non è infrequente avvistare le marmotte in questa zona.

 

[il monte Chiadin e, sullo sfondo, la Creta Forata dal sentiero 132]

 

Dopo circa 20 minuti di discesa (raggiunta la quota di circa 1938 m), presso un tornante si abbandona la traccia principale in favore del sentierino che punta direttamente verso il rifugio Sorgenti del Piave, permettendo di tagliare attraverso il magnifico bosco situato alla base della parete sud del monte Peralba. Dopo altri 15 minuti di discesa si riguadagna il punto di partenza, ponendo fine ad un anello indimenticabile.

Riferimento temporale dell'escursione: luglio 2008


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