Anello del M.te Cocusso da Opicina
Premessa:
Questo itinerario, lungo ed impegnativo, si addentra profondamente nel cuore del carso triestino, districandosi tra pinete, doline, cime, pulpiti panoramici e caratteristici nuclei abitati, senza quasi toccare asfalto! Mirabilmente collegati da una serie di sentieri e mulattiere, questi luoghi appaiono più selvaggi e solitari di quanto in realtà non siano, considerando la vicinanza alla città e la facilità con cui possono venir raggiunti. La descrizione sommaria è solo indicativa: per la ricostruzione del percorso, visti i moltissimi bivi, si seguano lo sviluppo sottostante, la carta topografica e, soprattutto, la traccia GPS. L'itinerario richiede una preparazione adeguata dal punto di vista fisico/atletico, oltre che una certa dimestichezza con il terreno tecnico. Sconsigliato ai principianti.
Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:
Opicina – Trebiciano – Padriciano – Valico di Basovizza – Monte Cocusso (Kokos) – Monte Castellaro (Veliki Gradišče) – Sveti Tomaž – Sentiero 3 – Valico di Pesek – Pesek – S. Maria Vergine – Podvrh – Ulica – Figlevca – Sentiero 3 – Bosco Gouza – Dolina degli Abeti – Gropada – Monte dei Pini – Monte Franco – Banovski Pared – Segnavia 43 – Opicina.
Caratteristiche salienti dell'escursione:
- Località di partenza: Opicina, 322 mt s.l.m.
- Lunghezza percorso: 43,5 km
- Quota massima raggiunta: monte Castellaro, 741 mt s.l.m.
- Dislivello: 860 mt
- Tempo di percorrenza indicativo: 3 h 20 min, al netto delle soste
- Stagione consigliata: primavera/autunno/inverno
- Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 47
- Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
- Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
Descrizione dell'itinerario:
La partenza avviene dalla Strada per Vienna, nei pressi dell'incrocio con la rotabile per il valico di Monrupino; lasciando a destra il parcheggio dell'hotel, si imbocca la stradina secondaria la quale, uscendo ben presto dal paese, diviene un piacevole sentiero pedalato. Dopo aver rasentato brevemente l'autostrada si attraversa un sottopasso, piegando quindi a destra verso Trebiciano.
[pedalando verso Basovizza]
Immersi nel fascino dell'ambiente carsico, tra radure e fitte macchie boscate (spesso delimitate da caratteristici muretti a secco ottenuti dallo spietramento), si dirige verso il valico di Basovizza, raggiunto il quale ci si viene a trovare dinnanzi alla cupola del Cocusso (Km 16,6). Passati in Slovenia, si ascende il versante nord/ovest del monte, culminando infine nei pressi del rifugio Planinska koča na Kokoši (670 m – Km 20,0).
[nei pressi del rifugio sul Cocusso]
Seguendo la direttrice orientale si digrada leggermente, fino a rintracciare sulla sinistra la mulattiera per il monte Castellaro, su cui ci si immette.
[lungo la salita al monte Castellaro]
Pedalando nella penombra del bosco si guadagna la piccola cima, punto più elevato dell'itinerario (741 m – Km 22,8).
[l'inizio della discesa dalla cima del Castellaro]
Dai pressi del cippo si inverte la marcia per imboccare, pochi metri più in basso, il bellissimo single track che conduce a Sv. Tomaž;
[sul sentiero per Sv. Tomaž]
[Sveti Tomaž]
dal piazzale del cimitero, piegando a destra, si riprende a scendere su sentiero (rientrando nel frattempo in Italia), fino ad incrociare il CAI 3 proveniente da Grozzana, sui cui ci si immette a sinistra.
[verso il CAI 3, sul sentiero che rientra in Italia]
Una modesta risalita spezza la continuità della discesa, la quale riprende pochi metri avanti in modo entusiasmante, culminando infine nelle vicinanze del valico di Pesek. Poco oltre, di fronte alla chiesa di S. Maria Vergine, si impegna la mulattiera ai piedi del monte Cocusso, iniziando così a traversare verso nord/ovest.
[la salita dopo Pesek]Incrociata la rotabile che da Basovizza conduce al valico omonimo la si attraversa, portandosi in prossimità del confine; seguendo per buona parte il sentiero 3 si rasenta l'immaginaria linea di demarcazione, puntando verso Gropada ed i successivi monte dei Pini e monte Franco.
[un passaggio su sentiero lungo il ritorno]
Più avanti, attraversata la Strada per Vienna (sottopasso), si rasenta il metanodotto puntando verso la foiba di Opicina; dall'incrocio con la già citata rotabile per il valico di Monrupino, si rientra in breve al punto di partenza.
Riferimento temporale dell'escursione: febbraio 2010
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