MOUNTAIN BIKE PREALPI GIULIE Anello del M.te Matajur da Cepletischis

 


Premessa:

Il presente itinerario, pur condividendo con l'anello da Masseris una buona parte di discesa, si differenza completamente da quest'ultimo nella salita, che in questo caso avviene dalla parte slovena, sul suggestivo versante orientale del monte. Pur non prevedendo l'arrivo in vetta, il percorso regala comunque emozioni indimenticabili, grazie all'indubbio valore paesaggistico e naturalistico della via di salita (la quale, a dispetto della posizione geografica, evoca contesti decisamente più alpini), ma anche in virtù dell'entusiasmante discesa sui sentieri per Masseris e Cepletischis, che in questa sede si propone con promiscuità, nonostante ciò comporti una parziale risalita dal primo dei paesi citati per riprendere il single track (volendo evitabile, così come può esserlo l'ascesa a spinta sul monte Glava).


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Cepletischis – Livek – Avsa – Kar. Mrzli vrh – Monte Glava – Sentiero 736 – Sentiero 736a – Masseris – Kau – Sentiero 736 – Cepletischis.


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Cepletischis, 547 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 25,2 Km
  • Quota massima raggiunta: monte Glava, 1519 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1160 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 h e 30 minuti, al netto delle soste
  • Stagione consigliata: primavera/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 41
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile


Descrizione dell'itinerario:

Dopo aver risalito lungamente la valle dell'Alberone, si prende a destra la deviazione per Cepletischis, entrando così in paese; è possibile lasciare la vettura nei pressi del piccolo piazzale. Una volta in sella, si prosegue in salita sulla rotabile per il vicino confine, noto come Valico Polava (Km 1,5), superato il quale la valle si apre; giunti a Livek, si piega a sinistra sulla rotabile per Avsa (Km 3,5), apprestandosi a compiere un traverso nel bosco a cui seguiranno un paio di tornanti. Lasciata a sinistra la stradina per Jevšček (Km 4,7), si avanza in salita, mentre la vista va allargandosi in modo suggestivo sui prati circostanti ed i vicini nuclei abitati.

[sulla rotabile per Avsa]

Segue un'ampia svolta ad arco, superata la quale si è ad Avsa (Km 5,6 – fontana);

[verso Avsa, sullo sfondo il Kuk]

evitando di entrare in paese, si prosegue nel traverso, durante il quale l'asfalto termina (Km 6,3), cedendo il posto ad una carrareccia scorrevole e mai ripida. Lasciate alle spalle due curve a gomito, si inizia a rimontare un impluvio (richiudere il cancello per il contenimento del bestiame al Km 10,1), circondati da un ambiente che va assumendo caratteristiche sempre più alpine, magnificate dalla presenza di una rigogliosa vegetazione, a cui seguiranno più in alto diversi settori adibiti a pascolo.

[la carrareccia sul versante sloveno]

Dopo aver rasentato un edificio, si guadagna l'incrocio con il sentiero per Idrska Planina, presso cui merita lasciare momentaneamente la bici per raggiungere il vicino crinale, dal quale la vista si spalanca sulla valle dell'Isonzo, delimitata a nord  dal gruppo del Krn.

[panorama sulla valle dell'Isonzo da Idrska Planina]

L'aggiramento del Mrzli vrh, sulle cui pendici insistono i ruderi dell'omonima casera, precede un nuovo bivio, all'altezza del quale dev'essere lasciata a destra la traccia per Idrska Planina (Km 12,2).

[i ruderi di  Kar. Mrzli vrh]

Sulla mulattiera che segue, all'altezza del tornante con cancelletto (1315 m – Km 13,1), è possibile decidere se rientrare direttamente in Italia, evitando la salita a spinta per il monte Glava.

[verso il sentiero per il monte Glava]

L'itinerario prevede invece che, giunti al vicino bivio con il suddetto sentiero, si impegni quest'ultimo piegando a sinistra (Km 14,1).  Dopo aver tagliato blandamente i pascoli e rimontato in modo deciso il versante settentrionale del monte Glava, si guadagna il bivio con le segnalazioni per Matajur/Beneška Smer. Seguendo queste ultime, si rientra così in Italia, confluendo sul sentiero 736 (Km 15,0). L'eventuale ascesa al Matajur, non contemplata dall'itinerario, comporta all'incirca altri venti minuti a spinta. Si inizia a digradare sul sentiero 736, raggiungendo ben presto un settore interessato da evidenti fenomeni carsici, presso il quale va lasciata a destra la traccia per il rifugio Pelizzo (Km 15,3).

[in discesa sul sentiero 736]

Ad una parte più larga, aperta sulle valli sottostanti, si avvicenda l'ingresso nella splendida faggeta che ricopre questo versante.

[passaggio ripido sul sentiero 736]

Presso il bivio che segue, si mantiene la destra, ignorando quindi la traccia in direzione del confine (1357 m – Km 16,7); digradando piacevolmente si interseca la mulattiera proveniente dal paese, sui cui ci si immette piegando a destra (Km 17,8), salvo abbandonarla pochi metri avanti per prendere il sentiero 736 a (1089 m – 18,3 Km). Con entusiasmante discesa nel bosco si giunge tra le case di Masseris (Km 19,9), ove si imbocca a sinistra la rotabile asfaltata.

[sul sentiero 736a per Masseris]

Dopo neanche 100 m si impegna la sterrata sulla sinistra: alle ripide curve iniziali si sostituisce un più agevole traverso, che premette, previo superamento di due intagli, di guadagnare la ripresa del sentiero 736 (Km 21,6). Reimmessi sul single track si scende piacevolmente nel sottobosco, superando qualche passaggio scalinato e confluendo infine nella pista forestale per il paese (720 m – Km 23,4).

[sul sentiero 736 per Cepletischis]

Il sentiero prosegue sul lato opposto però, essendo poco ciclabile, conviene perdere quota sulla strada bianca e, all'altezza del vicino bivio, piegare a sinistra (Km 23,7). Giunti in paese si continua a scendere fino ad intercettare la rotabile sul fondovalle, mediante la quale si rientra al punto di partenza.

Riferimento temporale dell'escursione: giugno 2009



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