MOUNTAIN BIKE ALPI CARNICHE Anello del rif. Marinelli da Rigolato


Premessa:


Trattasi di escursione piuttosto dispendiosa ma altamente remunerativa e panoramica, da compiersi preferibilmente durante la stagione estiva o, al massimo, in autunno. Richiede un buon grado di preparazione fisica, considerando la lunghezza del percorso, l'altitudine media ed il notevole dislivello da superare nonché la pendenza elevata di talune ascese. A tutto questo vanno sommati alcuni brevi tratti di sentiero non ciclabili, da effettuarsi sempre in salita, i quali devono essere necessariamente superati a spinta.

E' possibile affrontare l'anello in due manches, pernottando presso il rifugio Marinelli, in modo da poter godere al risveglio, con il favore della luce mattutina, dello spettacolo visibile da forcella Morareet (2111 mt), il quale spazia su diversi rilievi significativi, tra cui si ricordano il monte Chiadin, le dolomiti Pesarine, il vicinissimo e verdeggiante gruppo del monte Crostis, ma anche il monte Terzo, la Creta di Timau, il monte Paularo, il Polinik ed il Passo di Monte Croce Carnico; a coronamento dello stupendo contesto va ad  aggiungersi l'incredibile  sensazione che si avverte percorrendo la parte iniziale del sentiero 174, soprattutto in corrispondenza del punto altimetrico più elevato; quest'ultimo è favorevolmente vicino alle vette più alte della nostra stupenda regione, che da quel luogo sembra di poter quasi toccare con mano.

 

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Rigolato – Ludaria – Temerat – Tors – Collinetta – Collina – Rif. Tolazzi – Rif. Marinelli – Monte Floriz – Forcella Plumbs – Sella Bioichia – Givigliana – Rigolato.

 

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Rigolato, piazzale Durigon Anselmo, 750 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 39,3 km
  • Quota massima raggiunta: cima del monte Floriz, 2184 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1955 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 4 h – 4h 30 min.
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 1
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:


Dal parcheggio del piazzale Durigon Anselmo di Rigolato si inizia a pedalare lungo la S.S. 355 in direzione di Forni Avoltri per un breve tratto, cioè fino a quando, alla propria sinistra, non si nota l'indicazione per Ludaria/Piani di Vas, la quale va seguita. Si affronta quindi una breve ma intensa salita su asfalto, esposta al sole, che conduce in corrispondenza di un altro bivio; a questo punto, ignorata la traccia principale per i piani di Vas, si prosegue a destra lungo la pista del Temerat, la quale diviene presto a fondo naturale. Questa parte del percorso si svolge in buona misura in falsopiano, all'ombra del fitto bosco del versante nord della propaggine terminale della catena pesarina, fatta eccezione per alcuni istanti in cui la vista può spaziare dalla cima del monte Tuglia (1931 mt) alla suggestiva località di Givigliana,



posta sul versante opposto del Canale di Gorto. Ad un primo incrocio si ignora la traccia sinistra e si prosegue fino al guado del rio Cerceberan, superato il quale si inizia a scendere lungo la traccia sulla destra, fino a raggiungere il fondo valle, in corrispondenza del ponte sul torrente Degano, ove avrà termine il fondo sterrato. Superato quest'ultimo, si intraprende nuovamente verso destra la S.S. 355, avanzando così in leggera discesa e, dopo aver attraversato una breve galleria, si svolta a sinistra in direzione di Givigliana. La strada, sempre asfaltata, a questo punto si impenna abbastanza considerevolmente; in breve tempo si raggiunge la piccola località di Tors, in corrispondenza della quale si può ammirare nuovamente il monte Tuglia; al bivio successivo, lasciata la strada principale, si svolta a sinistra, pedalando lungo una pista forestale dal fondo più che buono. Dopo aver superato una prima parte in salita si arriva in corrispondenza di una svolta, situata nel punto in cui il percorso aggira la pendice digradante del monte Bioichia e permette di entrare così nella valle del rio Fulin: si procede ora  tranquillamente in falsopiano. Sul versante opposto si notano le località di Frassenetto e Sigilletto, poste lungo la rotabile che da Forni Avoltri sale verso Collina. Dopo una rapida discesa si giunge presso il ponte sul rio Fulin, attraversato il quale ci si trova dinnanzi ad una stradina asfaltata piuttosto ripida: dopo averla impegnata ed essere risaliti per alcune decine di metri, lo scenario muta nuovamente: la piccola frazione di Collinetta, circondata da splendidi e curatissimi prati, appare in tutto il suo fascino, sovrastata dalle imponenti cime rocciose dei monti di Volaia e del Coglians.



Attraversato il paese ci si immette sulla strada che sale da Forni Avoltri e si prosegue sulla destra, in direzione di Collina, che viene raggiunta in pochi minuti; qui, volendo, nella piazza in cui si trova la fontana è possibile effettuare il rifornimento d'acqua. A questo punto è sufficiente seguire le indicazioni per i rifugi ed in particolare per il Tolazzi; dopo una breve discesa, che ha termine in corrispondenza del bar Edelweiss, la strada asfaltata riprende a salire in modo blando e consente di arrivare celermente a quota 1350 mt, dinnanzi al suddetto rifugio. Superato il piazzale adibito a parcheggio si guadagna il sentiero CAI 143, debitamente segnalato, e si segue l'indicazione per il rifugio Marinelli. Ha inizio così un'impegnativa ascesa, resa più insidiosa dalle condizioni del fondo sterrato (soprattutto nella sua parte iniziale), che non concederà molta tregua.



Dopo aver affrontato una prima parte della valle un pò chiusa, si apprezza man mano una zona più ampia,



caratterizzata da bellissimi prati adibiti a pascolo presso i quali non è difficile udire e/o avvistare le marmotte: in breve si perviene così nei pressi di casera Morareet. A questo punto il sentiero si sdoppia, ma sono presenti chiare indicazioni su quale tratto vada seguito a piedi e quale in sella alla MTB. La non facile ascesa continua ancora per alcuni tornanti (nel complesso consta di 7 Km, misurati dal Rif. Edoardo Tolazzi, lungo i quali si superano quasi 800 mt di dislivello), ma ad un certo punto, effettuata una svolta, si scorge finalmente -e non senza emozione- la mèta, rimasta preclusa alla vista fino all'ultimo istante: il rifugio Marinelli



(possibilità di ristoro e, previa prenotazione, di pernottamento) è posto proprio sulla parte più alta della Forcella Morareet, a 2111 mt di altitudine, e fa da snodo cruciale per diversi sentieri escursionistici presenti in questi luoghi. Al fine della presente escursione ha valenza il segnavia 174, ma prima di impegnarlo merita soffermarsi ad osservare, in ambo le direzioni,  l'ambiente alpino circostante, la cui imponenza ripaga ampiamente della fatica fin lì compiuta.




Una volta ripartiti si deve spingere la bici a piedi per alcuni minuti, al fine di superare il dosso che precede il punto in cui si raggiunge la massima altitudine. Vale assolutamente la pena lasciare per un istante la esile traccia principale e salire ancora di pochissimi metri fino in cima al rilievo posto tra il rifugio Marinelli, appena lasciato



e la vetta del monte Floriz, che verrà lambita di lì a breve, per ammirare il panorama circostante, il quale spazia di 360° su buona parte della carnia!



Da 2169 mt, si scende fino alla piccola sella situata tra il monte Floriz e l'antecima appena lasciata, ponendo però molta attenzione in virtù della notevole esposizione di questo sentiero,



che è consigliabile non affrontare in sella da parte di chi non possiede una certa esperienza, nonchè una buona tecnica di guida. Ora si deve nuovamente spingere la bici a piedi per alcuni minuti, per riguadagnare quota lungo il versante sommitale del monte Floriz



(e quindi conquistare la sua cima a 2184 mt), prima di iniziare il tratto più bello del single track, che raggiunge piuttosto rapidamente forcella Plumbs (1970 mt)



ed ha poi culmine nei pressi di casera Plumbs, a 1779 mt di altitudine: anche in questo caso si deve porre estrema attenzione soprattutto al primo tratto di discesa, più ripido ed esposto, ma dopo si può procedere in condizione di maggiore sicurezza, prestando però cautela all'eventuale presenza di escursionisti a piedi. Il tratto finora affrontato, il più panoramico dell'intero giro, ha termine in corrispondenza della succitata forcella Plumbs, dopo la quale seguiranno i pascoli



che circondano la casera sottostante, incassata tra il monte Gola e la pendice sommitale che collega la cima del monte Crostis al monte Bioichia, denominata Coventas. Giunti alla casera la traccia diviene più larga e si immerge ben presto in un fitto bosco. Perdendo quota rapidamente si perviene di fronte a due bivi in successione, ai quali si deve sempre tenere la direzione sinistra (a destra i percorsi scendono verso Collina), fino ad aggirare nuovamente la montagna; si avanza lungo una pista forestale dal fondo naturale che confluisce in una traccia più larga, recentemente cementata: ignorata quindi la direzione destra, che scende a Givigliana, si affronta questa salita dalle pendenze ragguardevoli. Fortunatamente questa parte molto impegnativa (nei soli conclusivi 1,5 Km si superano oltre 210 mt di dislivello) si rivela piuttosto breve e beneficia del favore dell'ombra. Raggiunto uno slargo si nota, di fronte, un sentiero stretto, immerso tra stupendi abeti rossi; pedalando sotto questa suggestiva galleria naturale si guadagnano subito i margini prativi immediatamente sottostanti alla  sella Bioichia, che è possibile raggiungere in pochissimi minuti, portando le bici a spinta. Da questo luogo posto a 1697 mt di altitudine si gode per l'ultima volta, prima dell'imminente discesa, della vista sulle cime del gruppo del Coglians, nonchè della possibilità di ammirare il passo di Volaia ed il rifugio Lambertenghi/Romanin.



Tornati ai prati sottostanti, si seguono le segnalazioni bianco/rosse del CAI e si impegna il sentiero  151: nella prima parte esso attraversa gli alti margini boschivi caratterizzati da rade conifere,



ma ben presto si immerge nella fitta e buia pecceta, aumentando progressivamente la sua ripidità. L'ottimo fondo (dapprima prevalentemente terroso e poi in lettiera d'aghi di abete) di questo tratto elevato consente di apprezzarne le caratteristiche di guida, nonostante alcuni passaggi un po' stretti e tecnici; man mano che si scende però, la traccia va allargandosi e diviene sempre più a fondo smosso, in virtù della sempre maggiore presenza di ciottoli e pietrisco che rendono la guida maggiormente difficoltosa: nel suo complesso anche questa discesa richiede una certa prudenza. Giunti alla quota di 1300 mt il sentiero incrocia una pista forestale più ampia: si può percorrere indifferentemente quest'ultima, ed affrontare un tornante sinistrorso, o continuare lungo il single track per un brevissimo tratto ed uscire nuovamente sulla pista forestale succitata, poco al di sopra di un tornante destrorso, superato il quale si avvista, appena più avanti, una serie di vecchi stavoli; da questo punto si prende la direzione sinistra ed in pochi minuti si entra così nella pittoresca frazione di Givigliana, ove è possibile nuovamente effettuare rifornimento d'acqua. Dal piazzale è sufficiente seguire le indicazioni per Rigolato: dopo una veloce discesa si confluisce sulla S.S. 355, in corrispondenza dello stesso bivio affrontato all'andata (presso il quale si trova la galleria) quindi si svolta a sinistra e si raggiunge in pochi minuti il luogo di partenza.


Riferimento temporale dell'escursione: luglio 2006


 

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