MOUNTAIN BIKE PREALPI CARNICHE Anello di forcella la Croce da Maniagolibero

 

 


Premessa:

Itinerario breve ma decisamente intenso, destinato a bikers molto esperti ed in cerca di forti emozioni. La salita dalla Val Piccola a forcella la Crous avviene interamente su sentiero, tra panorami mozzafiato sul Cellina prima ed estesi boschi di latifoglie poi. Dalla forcella una discesa “trasformista” (facile nella parte iniziale, ma molto tecnica nel proseguo), permette di rientrare al punto di partenza, lasciando senz'altro un ricordo indelebile. Munirsi di protezioni e mezzi adatti! Per molto tempo questo valico è stato l'unico anello di congiunzione tra la Val Cellina e la pianura, ma con la realizzazione della strada (avvenuta nei primi anni del '900), ha perso definitivamente tale connotazione, pur mantenendo rilevanza storica e vestigia: difatti, nei punti in cui la roccia affiora è ancora possibile scorgere le tracce lasciate dalle slitte, allora utilizzate per il trasporto dei carichi. Attualmente la valle di san Antonio è frequentata soprattutto da escursionisti, che ne apprezzano le molteplici sfumature in ogni stagione. L'itinerario ben si presta all'inverno, periodo nel quale occorre adattarsi a giri più corti, tali da evitare altitudini elevate, ove la neve domina incontrastata.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Maniagolibero – Val Piccola – CAI 899 (sentiero Frassati) – Forcella La Croce – CAI 962 – Valle di San Antonio – San Antonio – Maniagolibero.


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Maniagolibero, 330 m s.l.m.

  • Lunghezza percorso: 11,7 km

  • Quota massima raggiunta: forcella la Croce, 756 m s.l.m.

  • Dislivello: 455 m

  • Tempo di percorrenza indicativo: 1 ora e 15 minuti, al netto delle soste

  • Stagione consigliata: autunno/inverno

  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 28

  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato

  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile



Descrizione dell'itinerario:

La partenza avviene dal piccolo parcheggio sul retro della chiesa di Maniagolibero. Si inizia aggirando l'edificio di culto in senso antiorario, imboccando così via del Mistro; al vicino bivio, nei pressi della fontana, si ignora la deviazione a sinistra, per piegare pochi metri dopo su Via Ortigara (Km 0,4). Si prosegue su rotabile asfaltata in direzione della Val Piccola, guadagnando discretamente quota; appena la strada spiana, nei pressi di un'ampia apertura, si prende la carrareccia a sinistra contrassegnata dal segnavia CAI (Km 2,1 – divieto di transito). Dopo pochi metri, raggiunta una schiarita, la strada bianca termina (Km 2,4); qui, prestando attenzione ai segnavia CAI del sentiero Frassati, si piega a sinistra, iniziando a traversare su ottima traccia, scorrevole e divertente, ma impegnativa dal punto di vista atletico;

[sul sentiero CAI 899, puntando al versante occidentale dello Jouf]


al termine di una breve discesa, confluiti nel sentiero per forcella La Croce (Km 3,3), si piega a destra, portandosi così sul ripido versante ovest del monte, caratterizzato da estesi ghiaioni affacciati sul greto del Cellina.

[sul tratto iniziale del sentiero per forcella La Croce]


Segue un tratto aperto particolarmente suggestivo (il quale permette di apprezzare il netto contrasto tra i vicini rilievi e la pianura pordenonese), ma richiedente notevole impegno, considerate esposizione e caratteristiche morfologiche: a settori ciclabili si alternano passaggi più tecnici, che costringono talvolta a smontare dalla bici.

[passaggio tecnico sul sentiero per forcella La Croce]


Con l'approssimarsi però dell'ingresso nella valle di san Antonio il terreno migliora e la pendenza va attenuandosi. Rientrati così nel bosco, si abbandona il sentiero CAI 899 per la chiesetta di san Antonio (Km 4,6), proseguendo a traversare.

[nel bosco, verso la confluenza con il sentiero CAI 962]


[la splendida mulattiera per forcella La Croce]


Giunti alla confluenza con il sentieri CAI 983 per la cima del monte Jouf e CAI 962 per la già citata valle di san Antonio (Km 6,5) si imbocca quest'ultimo, iniziando la discesa su terreno non particolarmente insidioso, purché asciutto. Assecondando l'impluvio il sentiero conduce agevolmente nei pressi della cappella di san Antonio, ma con il superamento di quest'ultima le difficoltà aumentano.

[san Antonio, presso il bivio con il CAI 899]


Su tracciato assai tecnico, che mette a dura prova le sospensioni, oltre che la resistenza fisica e l'abilità del biker, si digrada nella boscaglia, mantenendo sempre piena concentrazione sui continui ostacoli.

[il sentiero CAI 962 dopo san Antonio]


Poco dopo aver lasciato sulla destra la deviazione per Molassa (CAI 996), il sentiero, riaffacciatosi sul greto del Cellina, permette di guadagnare comodamente la S.S. 251, nella quale ci si immette svoltando a sinistra (Km 9,9).

[al termine della discesa sul sentiero CAI 962]


Al Km 10,9, dopo un tratto in falsopiano, si prende a sinistra via del Mistro, giungendo così all'incrocio con via Ortigara (Km 11,2); su percorso già noto, si rientra così al punto di partenza (Km 11,7).


Riferimento temporale dell'escursione: dicembre 2010

 

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