MOUNTAIN BIKE PREALPI CARNICHE Sui sentieri di Clauzetto

 

 


Premessa:

Il settore compreso tra le valli dei torrenti Arzino e Cosa, grosso modo da Pinzano al monte Pala, è ricco di opportunità per gli amanti della mountain bike, purché lo si consideri con terreno asciutto. Non a caso questo comprensorio, oltre a vantare due percorsi tra i più belli nel loro genere (la pista da DH e l'anello XC del Piero Bycia), ha recentemente “prestato” molti sentieri alla Tiliment Marathon Bike. In questa sede si propone un itinerario misto, al fine di ottenere un anello ideale per i mesi autunnali ed invernali, approfittando del fatto che in tali periodi la vegetazione riposa (evitando così di invadere alcuni sentieri) e sapendo bene che non c'è modo di raffreddarsi facendolo, visti i continui saliscendi conditi da numerosi strappi impegnativi ed i vari passaggi tecnici. Non è una passeggiata per ciclisti della domenica o atleti in condizione precaria; qui si fa veramente fatica in salita e si deve stare sempre concentrati in discesa, ma il divertimento e l'allenamento sono assicurati. Si supera un buon dislivello, pur non salendo molto di quota. Nonostante si dividano tra molti piccoli centri abitati, queste vallate anguste e boscose paiono fuori dal mondo: è questa la sensazione che si prova attraversandole. Nella parte iniziale i sentieri risentono un po' dell'incuria, presentando in qualche breve tratto fogliame, ramaglie, radici nude e segni di erosione, ma proseguendo migliorano assai, facendo dimenticare con tanto di interessi le perplessità iniziali.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Pontaiba – Pra Daldon – Col Magrazis – Monte Santo – Celante di Castelnovo – Celante di Vito – Cedolins – C. Suignez – Vito d'Asio – Zancans – Triviat – Dominisia – Murs – Cornial – Zuànes – Fornèz – Vaganins – Mions – Omenars – Zuaniers – Malga Prima – C. La Fagotta – Chiampeis – Monte di Anduins – Anduins – Sentiero Nandrus – Sequalins – Case Vallata – Casiacco – Pontaiba.


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Pinzano al Tagliamento, frazione Pontaiba, 145 m s.l.m.

  • Lunghezza percorso: 37,6 Km

  • Quota massima raggiunta: monte di Anduins, 785 m s.l.m.

  • Dislivello: 1390 m

  • Tempo di percorrenza indicativo: 3 ore e 30 minuti, al netto delle soste

  • Stagione consigliata: autunno/inverno/primavera

  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 28

  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato

  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile


 


Descrizione dell'itinerario:

Da Pinzano al Tagliamento si percorre la S.P. 1 fino a Campeis, poco prima del quale si svolta a destra seguendo l'indicazione per Pontaiba; raggiunto il vicino bivio (scultura mariana sulla sinistra), è possibile lasciare la vettura negli spazi limitrofi all'unico capannone. Montati in sella si prosegue per pochi metri sulla rotabile, quindi si piega a destra verso il campetto sportivo (Km 0,34); raggiunto quest'ultimo lo si fiancheggia tenendolo a destra, ma circa a metà lunghezza si devia in direzione opposta sull'evidente sentiero (Km 0,60). Attraversata la linea ferroviaria si esce su una radura, al cui termine occorre superare un breve strappo in salita che porta sull'argine parallelo al torrente Arzino, su cui si avanza per alcuni metri. Usciti su una bianca (Km 0,99), si raggiunge la vicina strada asfaltata, nella quale ci si immette a destra (Km 1,02). Al bivio successivo, di fronte ad un capannone, si mantiene la sinistra (Km 1,60) e pochi metri avanti, localizzato l'imbocco del sentiero che punta in direzione del bosco, si fa altrettanto (Km 1,70); la traccia denota evidenti segni di erosione a causa del ruscellamento, ma in capo a pochi minuti, dopo aver opposto una severa impennata, confluisce nella Strada Provinciale della Val d'Arzino (Km 2,02), che si attraversa per impegnare la rampa cementata sul lato opposto (Km 2,05). Con il cambio di versante inizia la breve ed impegnativa traversata del Col Magrazis; la carrareccia, ridottasi presto a sentiero, guadagna rapidamente quota in un contesto davvero suggestivo, dominato da imponenti castagni, ma occorre destreggiarsi per avere ragione dei ripidi ed improvvisi saliscendi nella parte centrale (qualche passaggio, causa pendenza eccessiva, costringe a smontare), a cui segue una bella discesa che conduce senza problemi, salvo nei metri finali (infidi a causa del solco scavato dalle acque), sulla stradina per Manazzons (Km 3,25).

[in salita sul Col Magrazis]


Superato il ponte sul torrente Pontaiba si traversa ad ovest in leggera salita, ma con l'inversione di pendenza si ignora la stradicciola asfaltata (Km 4,62), deviando invece sulla pista forestale avanti di pochi metri (Km 4,76). L'impegnativa scalata sul versante nord del monte Santo conduce ad un bivio (Km 5,47 – segnale in legno del Piero Bycia), all'altezza del quale si prosegue a sinistra;

[sulla sterrata che sale al monte Santo]


la severità dell'ascesa viene smorzata dal cambio di versante, mentre la pista diviene un sentiero. Un entusiasmante traverso, caratterizzato da alcune inversioni di pendenza, permette di guadagnare un crocevia (Km 6,91), presso il quale si imbocca il sentiero nel mezzo, ignorando il primo sulla destra (che riporterebbe sulla forestale di salita) e il primo sul lato opposto (che prosegue verso Castelnovo).

[sul versante meridionale del monte Santo]


Esposti nuovamente a nord, si scende su soffice lettiera di sottobosco, su tracciato però abbastanza ripido ed insidioso con l'umido, che in breve riporta nei pressi del bivio tabellato incontrato in precedenza (Km 7,26); confluiti nella forestale che taglia il versante settentrionale del monte Santo, si supera qualche altro saliscendi, incontrando un nuovo bivio (Km 8,18), ove si lascia a sinistra il proseguo per Celante in favore del sentiero indicato in rosso nella tabella lignea.

[sul tratto iniziale del sentiero per Celante]


Un ripido strappo, superabile in sella con tecnica ed equilibrio, preannuncia la parte forse più impegnativa e divertente del percorso, che alterna momenti scorrevoli a passaggi scalinati o rocciosi, superati i quali si giunge in vista di Celante, presso un evidente bivio (Km 8,94).

[in discesa sul bellissimo sentiero per Celante]


Abbandonato l'anello XC del Piero Bycia si punta in direzione del paese, affrontando un brevissimo tratto recentemente martoriato da uno smottamento. Tornati su asfalto, si svolta immediatamente a destra, agganciando così il percorso della Tiliment Marathon Bike (Km 9,04). Da ora in avanti sarà più facile orientarsi, grazie alle numerose indicazioni dipinte in rosso all'epoca della manifestazione, ed ancora presenti in molti bivi; si imbocca la stradina per Celante di Vito, perdendo qualche metro di quota quindi, raggiunta la biforcazione segnalata (Km 9,51), si svolta a sinistra riprendendo a salire. Dopo aver attraversato il piccolo centro la rotabile termina (Km 10,46), ma l'ennesimo collegamento su sentiero consente di scendere fino alla passerella sul rio Selva, oltre la quale si riprende a salire in modo deciso, avvolti dall'ombra del bosco;

[la partenza del sentiero da Celante]


una sbarra metallica, aggirabile comodamente a destra se abbassata, precede l'immissione a sinistra nella stradina secondaria in località Cedolins (Km 11,68). Pochi metri avanti, si piega a destra sull'evidente pista cementata (Km 11,97), riprendendo a salire senza troppi complimenti; giunti dinnanzi ad un bivio con crocefisso (Km 12,13), si imbocca il ripido sentiero per Vito d'Asio, destinato a rivelarsi molto impegnativo dal punto di vista atletico, anche in considerazione dei diversi gradini. La fatica va attenuandosi con il rientro su asfalto, mediante il quale si perviene all'incrocio con via Zancans, che si prende piegando a sinistra (Km 12,95).

[ultimi metri di salita per Vito d'Asio]


Un panoramico traverso ad ovest concede una visuale sugli aspri ed ondulati rilievi toccati in precedenza, prima di immergersi ancora una volta tra la vegetazione; seguono altri divertenti passaggi su sentiero, destinati ad interrompersi poco sotto Triviat, in corrispondenza di una brusca impennata (pendenza rilevata 26 %) che riporta all'aperto, nuovamente su asfalto (Km 14,30). Si costeggia un muro in pietra, deviando poco avanti sullo stretto viottolo scalinato che, passando tra le case, raggiunge la strada della val Cosa, presso il tornante che precede Clauzetto (Km 14,61). Qui, deviando sul sentiero a sinistra, si affronta una breve discesa a gradini, ma il terreno migliora quasi subito e la pendenza si smorza;

[l'imbocco del sentiero per Dominisia]


occorre però fare molta attenzione all'incrocio con Via della Val Cosa, a causa della canaletta di scolo, insidiosa se celata dal fogliame, che potrebbe far impuntare la ruota anteriore (Km 14,98). Passati sull'altro lato, si scende ancora per qualche metro su sentiero, rientrando nella Provinciale all'altezza di Dominisia (Km 15,08). Raggiunta la deviazione secondaria sulla sinistra (Km 15,21 - fontana), si abbandona la strada principale, dando così inizio al suggestivo collegamento per Pradis di Sotto. La carrareccia, dopo aver tagliato un boscoso pendio, torna momentaneamente all'aperto nei pressi di un bivio, raggiunto il quale si svolta a destra (Km 16,09); nel volgere di pochi minuti ci si ritrova a pedalare in una splendida faggeta, terminata la quale si confluisce a sinistra nella rotabile per le grotte di Pradis (Km 16,96). Al cospetto del versante meridionale dei monti Rossa e Taiet, si mantiene tale direzione fin quando, superata la frazione Vaganins, ed individuata la freccia rossa dipinta sul guard rail, ci si immette a destra nel sentiero (Km 18,59 – tabella), tagliando una parte di asfalto prima di giungere al bivio seguente, ove si piega nuovamente a destra (Km 18,71). Evitando entrambe le deviazioni per Cuesta (a sinistra al Km 18,98 ed a destra al Km 19,69), si riprende quota assecondando un impluvio, poco oltre il quale si mantiene la destra all'incrocio con una stradina secondaria (Km 20,36). In ambiente pregevole dal punto di vista paesaggistico si traversa verso Omenars, raggiungendola al Km 21,28;

[apertura panoramica nei pressi di Omenars]


dopo aver piegato a destra in via Pradis di Sopra, si supera un'insellatura, oltre la quale si svolta subito a sinistra per Zuaniers (Km 21,73) e quindi a destra al tornante (Km 21,85 – indicazione per “Casa Gerometta”). Una breve impennata conduce sul versante meridionale del monte Pala, che ci si appresta ad attraversare per intero in un contesto che merita annoverare tra i più belli del percorso; all'apertura nelle vicinanze del segnale di divieto di transito, segue una perdita di quota che porta sull'altipiano sovrastante Vito d'Asio, ove sono presenti alcune isolate casette, tra settori densamente boscati ed improvvise, quanto panoramiche, radure.

[schiarita lungo il traverso sul monte Pala]


Si prosegue senza variazioni altimetriche significative fino a quando la rotabile, avvicinandosi alla rientranza tra i monti Pala e di Anduins, riprende a salire; ancora un breve sforzo e quindi, lasciata a sinistra la deviazione per il monte Pala (Km 28,81), si perviene al bivio con l'indicazione per la Madonna della Neve (Km 28,87), ove si mantiene la destra, guadagnando in breve una zona aperta delimitata sul margine da alcuni stavoli in pietra (Km 29,32 – loc. Fagel);

[verso il bivio per la Madonna della Neve]


passando tra questi ultimi si inizia la discesa sulla mulattiera per Anduins (nei primi metri delimitata da muretti a secco), ignorando il sentiero a ponente e subito dopo l'indicazione per la Madonna della Neve sul lato opposto. Questo vecchio tracciato, mediamente ripido e dal fondo non proprio scorrevole, richiede attenzione e prontezza, soprattutto nei bruschi cambi di direzione e nei tratti scalinati della parte bassa.

[in discesa sulla mulattiera per Anduins]


Usciti infine in paese (Km 31,15), mediante via Borgo di Sopra e via Pradulin (fontana), si raggiunge la Strada Provinciale della val d'Arzino (Km 31,95), che si impegna a sinistra in leggera salita, ma poco avanti la si abbandona svoltando a destra sul viottolo recante l'indicazione "sentiero Nandrus"(Km 32,07). Questo single track, per buona parte cinto dai muretti a secco, risulta meno tecnico del precedente e tutto sommato divertente;

[in discesa sul sentiero dei Nandrus]


usciti in Via Sequalins (Km 32,87), si piega a sinistra in direzione della SP1 e, dopo aver tirato dritto all'incrocio (Km 33,11), ci si immette su quest'ultima in discesa (Km 33,26). Quasi subito la si abbandona, prendendo a sinistra la rampa che porta sul sentiero a ridosso del torrente Arzino (Km 33,51) il quale, dopo un piacevole falsopiano, esce in via Pralungo nei pressi del campo sportivo (Km 34,28). Giunti all'incrocio con Via Molino la si prende a destra (Km 34,49) e pochi metri avanti, rimasti a sinistra al bivio (Km 34,54), ci si ricongiunge alla Provinciale in località Casiacco (Km 34,67). Se ne percorre un tratto discendente, trascurando il ponte sull'Arzino (Km 35,45) ed al termine del rettilineo si prende a sinistra la stradina secondaria per Pontaiba (Km 35,98). Mediante quest'ultima, in parte già utilizzata all'andata, si attraversa il sottopasso ferroviario (Km 37,12), oltre il quale, ripreso il bivio per il campetto sportivo (Km 37,28), non resta che rientrare al punto di partenza (Km 37,64).

Riferimento temporale dell'escursione: marzo 2011

 

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