MOUNTAIN BIKE PREALPI CARNICHE In MTB tra Castelnovo e Travesio


 

 


Premessa:

Nonostante questo itinerario richiami l'anello “Sui sentieri di Clauzetto”, almeno per quanto concerne la posizione geografica, gli aspetti paesaggistici e la morfologia del territorio, ne condivide il percorso solo in minima parte; risulta quindi una valida alternativa al precedente, più impegnativo sia dal punto di vista atletico che tecnico. Restano in comune altre caratteristiche, come la grande variabilità di contesti che si riscontra affrontando i continui saliscendi tipici di queste valli severe ed isolate, ove il contatto con l'ambiente naturale, ma anche con i numerosi e piccoli nuclei abitati, si alterna in modo davvero suggestivo. Tutti questi tasselli formano un mosaico ideale non solo dal punto di vista del riding, ma anche da quello naturalistico, storico e culturale. Nonostante i molti incroci l'itinerario non è difficile da seguire, grazie alle segnaletiche (frecce blu e rosse) predisposte in occasione della Tiliment Marathon Bike, che risparmiano consultazioni a mappe e/o GPS in più di qualche occasione.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Valeriano – Ancona del Nupiàn – Borgo Ampiano – Lestans – Ancona Belgrado – Ancona del Belus – Case del Frari – Molevana – Travesio – Ancona Villia – Palestra di Roccia – Praforte – Osservatorio Tigre – Casera Tinins – Almadis – Sorgente Toff – Celante di Castelnovo – Rez – Faviz – Forca – Vigna – Oltrerugo – Bearzat – Rive del Bas – La Santissima – Valeriano.


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Valeriano, 182 m s.l.m.

  • Lunghezza percorso: 35,35 Km

  • Quota massima raggiunta: Col Plait, 562 m s.l.m.

  • Dislivello: 850 m

  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 ore e 40 minuti, al netto delle soste

  • Stagione consigliata: autunno/inverno/primavera

  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 28

  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato

  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:

Da Spilimbergo, mediante la Strada Provinciale 1, si raggiunge facilmente Valeriano, individuando subito la comoda area di sosta sul lato destro. Lasciata la vettura, si inizia a ritroso sulla Provinciale, ma appena superato il ponte sulla roggia di Valeriano, si svolta a destra seguendo le indicazioni del percorso ciclabile (Km 0,36); restando su asfalto, si procede tenendo il cimitero a sinistra ed uscendo poco dopo all'aperto, con piacevole affaccio sui rilievi prealpini che, come una muraglia, delimitano bruscamente la pianura. Un breve traverso ad ovest, sempre su asfalto, conduce a Borgo Ampiano, ove si prende a destra il collegamento per Costa (Km 1,83), per svoltare in direzione opposta sulla ciclabile poco avanti (Km 1,94). Confluiti nella strada per Lestans (Km 2,18), si attraversa il ponte sul torrente Cosa, oltre il quale si piega di 180° su una stradina secondaria (Km 2,40). Al Km 2,89 si svolta con decisione a sinistra, entrando in un prato (attenzione con l'erba altra, poiché la traccia potrebbe non essere ben visibile), dal quale occorre rimontare il sentiero in costa che si nota subito a destra (Km 3,04); un breve strappo immette nella rotabile asfaltata, che si prende ancora a destra (Km 3,23), ma ben presto la si abbandona in favore della pista che punta a nord/est (Km 3,53). Dopo aver rasentato il cementificio di Usago si confluisce su via Molevana (Km 4,55), proseguendo in direzione nord fino all'incrocio con via Garibaldi, sulla quale ci si immette svoltando a destra (Km 5,52); oltre il sottopasso si piega subito a sinistra (Km 5,60) incrociando successivamente via della Val Cosa (Km 5,79), che si attraversa. Al bivio del Km 6,35 si mantiene la sinistra ed all'incrocio con via Roma si piega in direzione opposta (Km 6,69), ma pochi metri avanti, anziché proseguire verso il centro di Travesio, si svolta sulla stretta stradina che sale a sinistra (Km 6,88). Alla biforcazione che segue si rimane ancora a sinistra (Km 7,08) e pochi metri avanti si prende la bianca rivolta a ponente (Km 7,16), rasentando così la base dei colli tra Solimbergo e Usago; evitate due deviazioni consecutive a destra (Km 7,91 e Km 8,28), si supera un breve tratto dal terreno instabile (ghiaia) quindi, lasciando la ferrovia a sinistra, si esce su asfalto di fronte ad un casello (Km 9,06). Si punta decisamente a nord in direzione del monte Cjaurlec, la cui scalata inizia dopo aver superato l'incrocio con la strada per Meduno (Km 9,49) e quello con la ciclabile per Toppo e Sottomonte (Km 9,85); questa ascesa, che avviene su asfalto, può essere idealmente spezzata in due tronconi: il primo, non molto impegnativo, termina subito dopo la palestra di roccia, ovvero presso la confluenza con la via più diretta proveniente da Travesio (Km 11,65), mentre il secondo, assai duro, traversa sul versante meridionale del Col Plait sfiorando il rudere di Praforte ed il successivo paio di tornanti, a monte dei quali la pendenza si stempera gradualmente fino al bivio con le indicazioni per l'osservatorio Tigre (Km 13,68). A questo punto, chi volesse aggiungere altra fatica a quella appena fatta, può scegliere se rimontare la durissima cementata che termina di fronte all'osservatorio (Km 14,30, abbandonato ed in piena decadenza, ma dal quale si apprezza una splendida vista sul monte Cjaurlec), salvo rientrare al bivio precedente per la stessa via (Km 14,95); imboccata la sterrata in discesa, la si abbandona al Km 15,05 in favore della mulattiera a destra, che in breve raggiunge un pulpito panoramico spettacolare, dal quale inizia il single track per Almadis, scorrevole fino al bivio con il sentiero rivolto a nord/ovest (da non intraprendersi – Km 15,47), tecnico e ripido nel seguito, cioè fino a casera Tinins, oltre la quale si prende a digradare sulla forestale di servizio alla stessa. Entrati in paese (Km 16,44), si continua a scendere fino all'incrocio, che si attraversa in linea retta (Km 16,60), venendosi così a trovare su un altro single track; questa traccia, dopo aver interessato una zona aperta, presenta un facile guado, a cui segue un piacevole tratto all'ombra del bosco durante il quale si raggiunge la sorgente del Toff (possibilità di rifornire la borraccia), poco prima di superare il ponte sul torrente Cosa ed immettersi sulla strada per Celante, in salita (Km 17,37 – indicazioni). Presso il trivio in paese (Km 18,69) si abbandona l'asfalto, svoltando a destra sulla forestale che rimonta l'avancorpo settentrionale del monte Santo, con qualche strappo impegnativo nella prima parte e più dolcemente in seguito al cambio di versante. Passata la cresta di collegamento con il corpo principale si inizia a scendere con buona velocità, pervenendo ad un evidente bivio, ove si svolta a destra in salita (Km 20,73 – cartello in legno del Piero Bycia). La continuità dell'ascesa si interrompe passando sul versante meridionale, mentre prende forma un divertente traverso a saliscendi su single track;

[il sentiero sul versante meridionale del monte Santo]


all'unico incrocio tra sentieri (Km 22,03) si mantiene la sinistra e poco avanti, sfociati su un'ampia forestale, si prosegue nella discesa raggiungendo in breve località Rez (Km 23,52). Imboccata la stradina per Paludea, si perde rapidamente quota fino all'incrocio con la deviazione per Forca (Km 24,47), presso cui si mantiene la sinistra. Una breve ma intensa risalita, seguita da una ripida picchiata, conduce al bivio di Vigna, presso il quale si ignora la strada cieca a sinistra (Km 24,85). Poco avanti ci si immette sul ripido lastricato che serve la chiesa di Vigna (Km 25,27), ma presso il cimitero lo si abbandona puntando l'evidente scalino (frecce), oltre il quale inizia un'altra discesa su single track (Km 25,32). Raggiunto l'asfalto (Km 25,63) si svolta a destra, quindi a sinistra al bivio seguente (Km 25,75) ed ancora a destra presso la confluenza con la strada proveniente da Costa Beorchia/Davour La Mont (Km 25,87). Una modesta risalita, durante la quale vanno evitate tutte le deviazioni a destra, conduce ad Oltrerugo, che si attraversa per intero in falsopiano; poco oltre il bivio con la rotabile per Mostacins e Valeriano (Km 26,66) si imbocca la strada bianca in discesa (Km 26,82), che termina su uno spiazzo dal quale si dipartono due sentieri (Km 26,91). Si imbocca quello a destra, prendendo a traversare con qualche blando saliscendi lo spartiacque, che comunque impone in più frangenti di rilanciare; la traccia presenta dei segmenti leggermente esposti, poiché rasenta settori martoriati da smottamenti (si tratta comunque di brevi passaggi, nei quali è sufficiente prestare un minimo di attenzione). Nel complesso il sentiero è molto godibile, ben battuto e prevalentemente scorrevole; solo nell'ultima parte, in corrispondenza del ponte ferroviario sotto cui si infila, diviene più ripido, raggiungendo poco dopo un primo guado (Km 29,08), oltre il quale si piega immediatamente a sinistra per affrontare l'attraversamento vero e proprio del corso d'acqua, sul cui lato opposto riappare la traccia. Su comoda pista si avanza in direzione est, giungendo nei pressi del cimitero di Pinzano, passato il quale si imbocca la strada bianca rivolta a sud (Km 30,46). Dopo 500 m si svolta a destra (Km 30,97) sulla sterrata che rasenta il limite del bosco Cimares, puntando quindi la linea ferroviaria, che in breve si finisce per sfiorare; ritrovato l'asfalto si piega a destra (Km 33,51), superando qualche metro in salita e lasciando a sinistra la deviazione per Borgo Mizzari (Km 34,03). Al termine del rettilineo che segue si confluisce a sinistra sulla SP1 (Km 35,00), ritrovando in breve il punto di partenza (Km 35,35).

Riferimento temporale dell'escursione: maggio 2011


 

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