TREKKING ALPI CARNICHE Anello delle malghe di Forni di Sopra

 

 


Premessa:

L'escursione in oggetto prevede un percorso ad anello, tale da consentire la visita a tre casere ed una forcella, il tutto nella splendida cornice delle dolomiti di Forni di Sopra. Lo sviluppo è abbastanza lungo, quindi richiede una discreta condizione fisico/atletica e calzature comode, ma può essere considerato alla portata di tutti, vista l'assenza di difficoltà particolari. Lo scenario è dei più suggestivi: all'affaccio sulla valle del Tagliamento, con i gruppi dei Monfalconi e del Cridola sullo sfondo, si avvicendano vedute mozzafiato sul monte Tiarfin e, dalla quota massima, su tutta la conca di Sauris, dominata dall'imponente massiccio dei monti Bivera e Clapsavon. Volendo l'itinerario sarebbe percorribile anche in MTB (tagliando la "scorciatoia" sul sentiero 211 tra casera Tartoi e casera Tragonia e, giunti a quest'ultima, escludendo l'ascesa alla forcella), ma le attuali condizioni del sentiero 209 non consentirebbero una ciclabilità completa in discesa, soprattutto nel settore centrale, cioè quello immediatamente successivo alla ristrutturata casera dell'Aip.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Vico (Forni di Sopra) – CAI 208 – Puonsas – Stavoli Duvies – Stavoli di Sociaval – Casera Tartoi – CAI 211 – Casera Tragonia – CAI 209 – Forcella della Croce di Tragonia o Risumiela – CAI 209 – Casera Tragonia – CAI 209/211 – Malga dell'Aip – Vico (Forni di Sopra).


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Vico, Forni di Sopra, 901 m s.l.m.

  • Lunghezza percorso: circa 17,7 Km

  • Quota massima raggiunta: forcella della Croce di Tragonia o Risumiela, 1973 m s.l.m.

  • Dislivello: 1130 m

  • Tempo di percorrenza indicativo: 4 ore 15 minuti, al netto delle soste

  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 2

  • Stagione consigliata: estate/autunno

  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato

  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:

Lasciata l'automobile in Piazza del Comune (901 m), si imbocca il vicolo sul lato orientale del negozio di frutta e verdura (segnavia CAI 208), uscendo in breve dall'abitato. La stretta rotabile rimonta con decisione il versante di destra orografica del torrente Tolina, evitando però di avvicinarsi a quest'ultimo, il cui corso è situato a quota decisamente inferiore. Nei pressi di località Puonsas (1300 m) la vista si apre su una radura con alcuni stavoli, poco oltre i quali si mantiene la sinistra al bivio, ignorando così il segnavia CAI. Si prosegue a salire su comoda forestale, rasentando il primo dei due stavoli Duebis (entrambi in rovina), poco a monte del quale compare un guado, evitabile grazie alla passerella in legno accessibile dal lato sinistro (segnalazione).

[la passerella sul torrente Tolina]

Pervenuti dopo qualche minuto ad un nuovo bivio si mantiene ancora la sinistra, seguendo così la segnalatica per casera Tartoi. Lungo il seguente collegamento lineare si dovrà porre attenzione alla biforcazione col sentiero 211, che al ritorno tornerà utile per abbreviare la distanza con la seconda delle tre casere toccate dall'itinerario.

[il monte Piova dai pressi di casera Tartoi]

La forestale di servizio a casera Tartoi, dopo aver attraversato uno splendido bosco, deposita improvvisamente sull'ampia ed aperta conca su cui insiste la malga (1711 m), racchiusa tra le pareti dei monti Piova, Tudaio di Razzo e Tiarfin.

[casera Tartoi]

Scesi fino alla già citata biforcazione col sentiero 211, si piega su quest'ultimo, tagliando attraverso l'abetaia in leggera ascesa;

[sul sentiero 211 verso casera Tragonia]

raggiunta la forestale di servizio a casera Tragonia, si segue l'indicazione per quest'ultima, proseguendo nella salita. Poco avanti il bosco dirada, mostrando a sinistra l'isolata cima del Pic di Siela e la nuda parete del Crodon dei Puntioi, mentre a meridione la vista torna a spalancarsi sulle dolomiti di Forni, in uno scenario davvero suggestivo.

[alcune nuvole coprono le cime delle dolomiti di Forni]

Raggiunta la vicina casera Tragonia (1760 m), poco sotto la quale si rintraccia il segnavia 211 per casera Montemaggiore (da intraprendersi al ritorno), si prosegue a salire tenendo la costruzione a sinistra, guidati dal segnavia 209;

[casera Tragonia]

questo sentiero, martoriato nel tratto iniziale a causa del ruscellamento e del passaggio dei bovini, si snoda tra un rado lariceto, superato il quale appare una sorta di pianoro, che precede l'arrivo alla forcella vera e propria. Ancora pochi metri, accompagnati dalla splendida vista sul massiccio del monte Tiarfin, e si raggiunge il punto più elevato dell'itinerario, ovvero la forcella della Croce di Tragonia o Risumiela (1973 m), dalla quale l'affaccio si apre grandiosamente sulla conca di Sauris e le dolomiti Pesarine.

[la conca di Sauris dalla forcella]

Per apprezzare al meglio il panorama si consiglia, dall'insellatura, di raggiungere il vicino pulpito a destra.

[Pic di Siela, Crodon dei Puntioi e monte Tiarfin dalla quota massima]

Rientrati sui propri passi si imbocca il segnavia 211 subito sotto casera Tragonia (indicazione), che nella prima parte coincide con il 209, tagliando così attraverso il prato in direzione della visibile passerella sul rio Tolina.

[l'attraversamento del torrente Tolina sotto casera Tragonia]

Segue un breve tratto in leggera ascesa, poi il sentiero inverte la pendenza e prende a traversare la radura su ottimo terreno, molto scorrevole e non ripido. Ignorata quindi la deviazione a sinistra per casera Montemaggiore, si continua a perdere quota su fondo generalmente buono, se si eccettua qualche passaggio meno agevole in caso di fondo umido, giungendo così nei pressi della riattata casera dell'Aip (1598 m).

[la ristrutturata malga dell'Aip]

La parte che segue, pietrosa, scivolosa e discretamente ripida, risente in modo evidente dell'erosione provocata dallo scorrere delle acque; questa situazione si protrae fino a circa 1400 m (tabernacolo) quando pietre e radici viscide cedono finalmente il passo ad una lettiera di sottobosco decisamente più agevole.

[sul sentiero CAI 209 per Forni di Sopra]

Si continua a perdere quota in modo abbastanza deciso, incontrando ancora qualche passaggio scivoloso, ma con l'uscita dal bosco, oramai in vista delle case di Forni, il sentiero diviene una pista cementata, che si spegne poco sotto sulla strada.

[il monte Cimacuta dall'ultimo tratto del sentiero 209]

Qui giunti, non resta che attraversare il ponte sul rio Tolina e rientrare al vicino punto di partenza.

Riferimento temporale dell'escursione: agosto 2011

 

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