MOUNTAIN BIKE PREALPI CARNICHE Anello del col Manzon da Travesio

 

 


Premessa:

Nonostante in certi settori denoti evidenti segni di abbandono, il comprensorio del monte Cjaurlec possiede un indubbio fascino, derivante in parte dalla sua natura selvaggia (comune a molti altri rilievi appartenenti alle Prealpi Carniche occidentali), ma anche dai contrasti che ne distinguono le varie zone. Esplorandone diverse è facile non incontrare anima viva ed al tempo stesso difficile non restarne ammaliati: paesaggisticamente questo monte offre scorci di rara bellezza, grazie alla sua posizione dominante sulla pianura friulana, mentre dal punto di vista naturalistico rivela una evidente morfologia carsica, la quale offre notevoli elementi di interesse, pur suggerendo contemporaneamente la totale assenza di acqua, aspetto di cui è bene tenere conto in vista di un'escursione. La sentieristica è ricca, ma per le ragioni già accennate solo parzialmente usufruibile, pena il rischio concreto che una piacevole uscita si trasformi in un'avventura poco gratificante. Delle molte casere un tempo presenti solo poche sopravvivono o sono utilizzabili: tra queste si ricordano malga Valinis, casera Tamer alta, casera Sinich e casera Davass, recentemente ristrutturata dal CAI di Splilimbergo.

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Travesio – Praforte – Col Plait – CAI 850a – Col Manzon – Col Tarond – Casera Davass – Col Tarond – CAI 850a – Ancona S.S. Trinità – San Vincenzo – Almadis – Sorgente Toff – Paludea – Martiners – Braida – Zancan - Travesio


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Travesio, 220 m s.l.m.

  • Lunghezza percorso: 20,8 km

  • Quota massima raggiunta: Casera Davass, 891 m s.l.m.

  • Dislivello: 825 m

  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 ore, al netto delle soste

  • Stagione consigliata: autunno/inverno

  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 28

  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato

  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:

Entrati in Travesio, si rintracciano facilmente i posti auto adiacenti al bivio con via Zancan (fontana), poco oltre il palazzo municipale. Si inizia seguendo le indicazioni per Toppo e Meduno, quindi si svolta a destra su via Riosecco, con la quale fa angolo la "locanda Prealpi". Lasciata a destra la via più diretta per l'agriturismo "Le Genziane" e Praforte, si traversa a ponente reincontrando al Km 0,76 la strada principale, su cui si copre una modesta distanza. Al Km 1,11 infatti, si piega a destra sull'evidente pista ciclabile, che si percorre fino a quando, intersecata la ex strada militare, si devia a destra dando inizio alla salita vera e propria (Km 1,72). La parte che segue, piuttosto discontinua, alterna brevi impennate ad alcuni tratti defaticanti, ma dalla confluenza con la via più diretta proveniente da Travesio (Km 3,50, mantenere la sinistra), la pendenza media aumenta; superato l'agriturismo, si giunge in prossimità della vecchia borgata di Praforte (visitabile con una breve digressione), oltre la quale si affrontano un paio di tornanti ed un ripido strappo, che ha termine incrociando il sentiero 850a dal quale si proverrà in seguito (Km 5,05). Ancora qualche metro in falsopiano e poi, guadagnato un nuovo bivio, si piega a destra in discesa (Km 5,53), ignorando l'indicazione per l'osservatorio "Tigre". Dopo pochi metri si abbandona la sterrata principale in favore del sentiero a destra (Km 5,62), che in breve conduce sulla sommità di un panoramico spartiacque;

[il sentiero dopo il bivio con la strada per l'osservatorio Tigre]

scesi al vicino bivio, dal quale si intravede il lago del Tul, si piega a sinistra (Km 6,05), perdendo ancora qualche metro prima di uscire sul margine di un avallamento (Km 6,29).

[l'avallamento al termine del sentiero]

Attraversata la strada bianca in direzione del prato, ci si immette nella flebile traccia che lo taglia fino al limite occidentale, all'altezza del quale si imbocca il sentiero che entra nel bosco. Si sale faticosamente (un solo passaggio costringe a smontare), fino alla confluenza con la pista forestale ai piedi del Col Plait; mantenendo la direzione, si avanza su comoda traccia fino al bivio con la mulattiera che conduce all'ancona della S.S. Trinità (Km 8,14), oltre il quale la salita diventa decisamente più impegnativa. A questo punto chi volesse evitare la faticosa ascesa al col Tarond, può accorciare il percorso raggiungendo direttamente l'ancona con il sentiero CAI 850a. L'itinerario prosegue invece in salita, servendosi della mulattiera sul versante sud del col Manzon, lungo la quale si dovrà superare qualche passaggio a piedi, non tanto a causa della notevole ripidità, quanto per la consistenza friabile del fondo che offre scarsa aderenza. Poco prima di giungere sul ciglio della dorsale la vista si allarga sulla pianura, mentre di fronte fa capolino il monte Davanti;

[sul traverso per il col Tarond]

ancora un breve traverso in falsopiano e si giunge al crocevia con il sentiero CAI 850 "Gianguido Maso" (Km 10,60), recentemente sistemato dal CAI di Splimbergo e non ancora indicato nella cartografia di riferimento. A questo punto l'itinerario contempla la salita alla ristrutturata casera Davass (20 minuti con bici a spinta) ed il rientro al suddetto incrocio mediante lo stesso sentiero.

[casera Davass]

 

[panorama dal monte Davanti, nei pressi di casera Davass]

 

[in discesa da casera Davass]

Chi volesse evitarla, può iniziare direttamente a scendere scegliendo una tra le opzioni sottostanti:

a) utilizzando una variante che prevede la discesa a Toppo mediante il sentiero CAI 850 (transitando così nelle vicinanze dei resti di casera Pulc) ed il rientro a Travesio con la ciclabile. Il sentiero CAI 850, pur essendo impegnativo fino a quota 554 m (punto dal quale ha inizio il lungo e facile traverso ad ovest, reso talvolta poco agevole dalla vegetazione), risulta piacevole soprattutto nella prima parte.

[il sentiero CAI 850 per Toppo]

b) seguendo comunque il percorso indicato dall'itinerario, il quale prevede il rientro a Praforte mediante alcuni segmenti di sentiero 850a e parte della traccia affrontata in salita; in questo caso, dall'incrocio del col Tarond, non resta che invertire la marcia e quindi piegare a destra sul single track che inizialmente si mantiene parallelo alla mulattiera stessa, salvo riallacciarsi a quest'ultima al Km 13,09.

[il sentiero CAI 850a sul col Tarond]

Si scende quindi sulla già citata mulattiera (evitando la deviazione intermedia non ciclabile del sentiero 850a), fino ad incrociare un sentiero che stacca a destra, sul quale ci si immette (Km 14,40); al bivio seguente si piega ancora a destra, raggiungendo così lo spiazzo su cui è ubicata l'ancona della S.S. Trinità.

[l'ancona della S.S. Trinità lungo il sentiero CAI 850a]

Il sentiero CAI 850a prosegue verso levante, riportando in breve sulla rotabile asfaltata proveniente da Travesio (Km 15,18).

[sul sentiero CAI 850a per Praforte]

Passati sul lato opposto, si impegna la mulattiera per Praforte, che si segue fino alla chiesa di san Vincenzo (Km 15,41).

[la chiesa di San Vincenzo dalla mulattiera per Almadis]

A questo punto si mantiene la sinistra, affrontando un tratto in falsopiano, poi si inizia a scendere su traccia ciclabile ma un pò sporca, la cui ripidità aumenta man mano che ci si avvicina ad Almadis. Usciti sulla rotabile si piega a destra (Km 16,60) ed al vicino incrocio si attraversa la strada (Km 16,71), imboccando il sentiero di fronte. Con questo collegamento si transita nei pressi della sorgente Toff (possibilità di rifornirsi d'acqua), prima di confluire a destra nella strada principale della val Cosa (Km 17,47). All'altezza del ponte (Km 17,69) si prende la deviazione per Martiners, affrontando il breve traverso che conduce in località Braida (Km 18,60). All'incrocio si svolta a sinistra, ma dopo pochi metri di discesa si abbandona la strada asfaltata in favore dello sterrato sulla destra (Km 18,72). Superata l'ultima costruzione il tracciato, ridotto ormai a sentiero, si reimmerge nella vegetazione. Al termine della discesa si svolta a destra (Km 19,22), procedendo parallelamente al greto del Cosa; ritrovato l'asfalto (Km 19,72) si mantiene la direzione, riguadagnando al termine del rettilineo la posizione di partenza (Km 20,84).

Riferimento temporale dell'escursione: novembre 2011

 

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