MOUNTAIN BIKE ALPI CARNICHE Col Gentile da Ovaro


Premessa:


Ovaro è un crocevia ideale per molti itinerari pedalati: è proprio da questo caratteristico paese che prende il via la presente escursione, caratterizzata dal fatto di essere decisamente panoramica, ma anche piuttosto breve (per l'esigua distanza totale che la caratterizza) ed assai impegnativa, in ragione delle notevoli pendenze da superare. Se ne consiglia la percorrenza ad atleti allenati per resistere agli sforzi intensi, nonchè avvezzi a cimentarsi con le svariate situazioni che presenta la montagna. Infatti, questo itinerario non si limita alla sola parte ciclabile: la lunga camminata necessaria per raggiungere la vetta da Casera Forchia, da affrontarsi dopo aver appena superato una delle più difficili salite carniche mai sperimentate, metterà a dura prova chiunque. Il sentiero CAI 235 utilizzato per la discesa dalla cima è ciclabile in buona maggioranza, anche se presenta situazioni potenzialmente insidiose, vista l'esposizione non trascurabile di alcune sue parti.



Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:


Ovaro – S. Martino – Luint – Mione – Sentiero CAI 220 – Staipe Chebia – Passo della Forcella – Casera Forchia – Sentiero CAI 235 – Col Gentile.

Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso dell'andata.


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Ovaro, 530 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 31,0 km
  • Quota massima raggiunta: Col Gentile, 2075 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1470 mt ciclabili + 345 mt a piedi = 1815 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 6 h – 7 h
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 1
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:


E' possibile lasciare la vettura presso il parcheggio degli uffici postali: da Villa Santina, percorrendo  la S.S. Carnica in direzione di Sappada, si giunge ad Ovaro; dopo aver attraversato parte del paese si nota, sulla sinistra, questo comodo spiazzo, ove la sosta non è regolamentata da disco orario o parcometro.Si inzia a pedalare sulla S.S. Carnica, sempre in direzione di Sappada: si percorre un ponte dal quale è possibile vedere (al di sotto) la stradina asfaltata che da Ovaro conduce a Mione quindi, dopo pochi metri, la si intraprende svoltando a destra e seguendo le indicazioni per Luint, Ovasta e Mione.

A breve la strada scenderà, fino a condurre in prossimità del ponte sito sul greto del torrente Degano, il quale viene così attraversato; si raggiunge un bivio, al quale si svolta a destra e si prosegue in leggera salita, sempre su fondo asfaltato. Dopo poche decine di metri durante i quali si pedala a fianco del greto succitato, si giunge in prossimità di un altro bivio, e si segue la direzione sinistra per Luint ed Ovasta.


[pedalando verso Mione]


La strada sale in modo non molto impegnativo, fino ad un altro crocevia, al quale si svolta nuovamente a sinistra (ignorando la direzione per Ovasta): attraverso i magnifici e curati prati circostanti si supera presto la località di Luint ed, in breve, si arriva presso la caratteristica frazione di Mione, sita a 710 mt di altitudine, nella quale è possibile fare rifornimento d'acqua ed ammirare alcuni peculiari e suggestivi esempi dell' architettura di queste zone, come Palazzo Micoli Toscano.


[La fontana di Mione]


Fino a questo momento sono stati percorsi circa 3,7 Km.Ora si segue la Via Col Gentile, sempre su fondo asfaltato; da questo momento la salita subisce una notevole impennata: la carreggiata si restringe ed in breve, lasciato Mione, ci si immerge in un delizioso e profumato bosco di abeti rossi, che sarà prezioso alleato per buona parte della salita, grazie all'ombra che concede.


[un'immagine della dura salita entro il bosco]


Questa direzione è contrassegnata dal segnavia CAI 220. Il fondo resta asfaltato (anche se in buona parte invaso dal fogliame e dagli aghi degli alberi) ma molto erto; raggiunto il bivio per Staipe ai piè dei prati si prosegue a destra, verso lo Stavolo di Chebia, in corrispondenza del quale il ripidissimo fondo asfaltato cede il passo al fondo naturale, alternato alle rampe cementate nei tratti più estremi: la pendenza non concede tregua, ma la vista comincia ad aprirsi, rivelando scorci deliziosi su Ovaro e la valle sottostante.


[un tratto del sentiero CAI 220]


Si prosegue ancora lungo il segnavia 220, in direzione di Casera Forchia; la durissima salita ha termine in corrispondenza del Passo della Forcella, a 1824 mt di altitudine. La visuale posta di fronte rivela una conca stupenda: a destra, dopo la cima del Monte Forchia, si nota la Val Pesarina, mentre di fronte si scorge la mulattiera che conduce verso Malga Losa, su cui fa sfondo questo scorcio dell'ampia conca di Sauris.


[Nei pressi di Casera Forchia]


Si scende quindi a 1730 mt di altitudine fino a raggiungere, finalmente, Casera Forchia.


[Casera Forchia]


A questo momento sono stati percorsi 12,3 Km, per circa 1350 mt di dislivello. Merita concedersi una breve pausa per godere del panorama circostante, prima di affrontare la lunga e faticosa ascesa del sentiero CAI 235, che condurrà fin sulla Cima del Col Gentile.Lasciata Casera Forchia si segue il segnavia appena menzionato, percorribile per buona parte solo a piedi: occorre spingere la bici per lunghi tratti, soprattutto nella prima parte del sentiero. Si sale a tratti blandamente ed a tratti faticosamente, e non mancano dei passaggi in cui è necessaria una certa cautela ma, mediamente, questo sentiero non presenta situazioni di rischio notevole lungo l'ascesa.


[lungo il sentiero 235]


Esso taglia il pendio che rivolge a est (in direzione di Ovaro), tranne che per un breve frangente, posto in corrispondenza di un caratteristico cocuzzolo tondeggiante, presso il quale risulta visibile il nord e quindi il versante opposto (con Malga Losa posta di fronte) e si districa dapprima tra fitti arbusti di ontano bianco e poi tra ampi prati che, al momento dell''escursione (effettuata a metà giugno), hanno offerto uno spettacolo di profumi e di colore, grazie alle loro sgargianti fioriture.


[Malga Losa dalle pendici del Col Gentile]


Prima di immergersi nella solitudine dei prati d'alta quota caratterizzanti il pianoro posto al di sotto della cima, il sentiero concede la vista sulle sottostanti Casera Tamarot -diroccata- e Casera Valinia (dalla quale una visibile mulattiera riconduce a Mione).


[Vista su Ovaro e sulle casere Tamarot e Valinia]


NOTA: Sul foglio 1 della cartina Tabacco si nota un sentiero, indicato in linea tratteggiata nera che, all'incirca da questa posizione, ha origine dal CAI 235, sviluppandosi in direzione della casera sottostante: purtroppo, al momento dell'escursione, la traccia (evidentemente poco utilizzata) non è risultata bene identificabile, quindi l'ipotesi di compiere un percorso ad anello non può essere presa in considerazione.


Raggiunto il pianoro sopra citato, pedalabile in falsopiano, ci si appresta ad affrontare l'ultimo e faticoso tratto di sentiero, il quale diviene maggiormente ripido e presenta un fondo più pietroso ed insidioso: questa parte, molto panoramica ed impegnativa, rivolge il suo affaccio ai prati sottostanti precedentemente attraversati, fino a che, un'ultima svolta, riporta Ovaro alla vista. Oramai è praticamente fatta; presto appare la croce sita in cima al Col Gentile il quale, a dispetto del suo nome invitante, è tutt'altro che facile da essere conquistato.


[La vetta del Col Gentile]


Fino a questo punto sono stati percorsi circa 15,5 Km e superati 1680 mt di dislivello. Per chi lo desiderasse, in cima è possibile firmare il registro posto entro la cassetta metallica fissata sulla croce. Il panorama visibile da questa vetta è sbalorditivo: si notano la Valle del Tagliamento, La Val Degano, i Pani di Raveo e la conca di Sauris.


[versante a strapiombo visto dalla cima]


Come accennato in premessa, la discesa avviene lungo lo stesso percorso effettuato all'andata: il sentiero 235, con la dovuta accortezza, si rivela quasi interamente ciclabile ed offre anche momenti grafiticanti ai bikers più esperti.


[immagini della discesa lungo il single track]




Il ritorno a Casera Forchia avviene in breve tempo ma le fatiche non sono terminate; occorre infatti affrontare la risalita fino a Passo della Forcella, prima di percorrere la ripidissima discesa lungo il sentiero CAI 220 che ricondurrà a Mione. Da questo punto il ritorno ad Ovaro è questione di pochi minuti, eccezion fatta per la risalita conclusiva che dal ponte sul Degano riporta in paese: terminata quest'ultima, in pochi minuti si raggiunge il parcheggio presso il quale è stata lasciata la vettura.


Riferimento temporale dell'escursione: giugno 2006

 

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