MOUNTAIN BIKE PREALPI CARNICHE Anello della Forcella Clautana


Premessa:

 

Questa escursione, localizzata nell'estremità orientale della Val Cellina, consta di una peculiarità che la distingue da molte altre: oltre all'impegnativa ascesa per Casera Colciavas (ed i suoi alti prati oramai in stato di abbandono), ed alla stupenda discesa per Casera Casavento (la quale si snoda attraverso la Strada degli Alpini), offre la possibilità di ammirare delle sorprendenti impronte di dinosauro, giunte fino a noi dopo svariati milioni di anni; per vederle è sufficiente percorrere, a piedi o in bici, poche decine di metri di sentiero da Casera Casavento.

 

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Lesis – St.la Fantesine – St.le Parentonia – Bosco Lesis – Bosco Crovat – Casera Colciavas – Forcella Clautana – Sentiero degli Alpini – Casera Casavento – Impronte del dinosauro – Sentiero 966 – St.la Parentonia – St.la Fantesine – Lesis

 

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Lesìs, 650 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 26,7 km
  • Quota massima raggiunta: Casera Colciavas, 1543 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1025 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 h 15 min – 2 h 30 min
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 21
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:

Da Lesis, raggiungibile immediatamente dopo aver attraversato Claut, si dirige il mezzo meccanico verso l'area adibita a parcheggio che precede di alcune decine di metri l'inizio del segnavia CAI 966; da questo spiazzo l'escursione ha inizio. Si comincia a pedalare all'ombra in un piacevole sentiero dal fondo asfaltato, lasciando alla propria destra il greto del Torrente Cellina. Ignorato l'imbocco del sentiero 960A che si diparte presso St.la Fantesine, si continua in leggera ascesa fino a che, dopo St.le Parentonia, una successione di stretti tornanti non determina una decisa impennata della carreggiata, la quale si addolcisce momentaneamente subito dopo questa serie di curve. Seguono altri due tornanti, superati i quali si impegna una repentina discesa, che termina all'altezza di un'ampia svolta (Loc. Pian de Cea), realizzando così il passaggio ad un diverso versante.

[Pian de Cea]

 

Poco dopo si abbandona il sentiero 966 a favore della pista forestale sulla sinistra e si sale dapprima su fondo naturale in buone condizioni; si deve porre attenzione ad una serie di incroci che da questo momento diverranno abbastanza frequenti: evitata la pista cieca sulla sinsitra (primo corocevia) si scende momentaneamente, quindi si avanza in falsopiano tagliando il canalone denominato Val delle Crode, sino al successivo incrocio. Mantenendo la sinistra si riprende a salire, stavolta con più fatica; ignorate le successive biforcazioni, sulla sinistra prima e sulla destra poi (due volte di seguito in quest'ultimo caso) si guadagna quota ancora, all'ombra del denso Bosco Crovat. La pista piega quindi in direzione est, verso l'ennesimo incrocio con il sentiero 960 A per Casera Pradut, ma ai fini della presente escursione ha interesse la via per Casera Colciavas, pertanto si deve tenere rigorosamente la sinistra al bivio successivo. Con quattro curve a gomito consecutive si supera l'ultimo strappo impegnativo, seguito da un riposante tratto in falsopiano che precede di poco l'arrivo all'altitudine massima. Per giungere nei pressi di Casera Colciavas (1543 mt) di deve abbandonare il sentiero principale e percorrere qualche decina di metri tra i pascoli decaduti che la circondano.

 

[Casera Colciavas]

 

Da questa posizione si beneficia, verso sud, della vista sulla lunga dorsale sovrastante del M.te Ressetum e verso nord sulla catena che cinge il lato meridionale della Val Settimana.

 

[La dorsale meridionale che cinge la Val Settimana]

 

 

 

La mèta successiva è la Forcella Clautana (1432 mt), che viene raggiunta dopo aver percorso una veloce discesa su fondo abbastanza sconnesso. Da questa posizione si sceglie la via sulla sinistra (Strada degli Alpini), accingendosi così ad affrontare l'emozionante discesa verso Casera Casavento.

 

[L'inizio del Sentiero degli Alpini]

 

 

Questo sentiero, altamente panoramico ma esposto nella quasi totalità del suo sviluppo, perde quota molto dolcemente tagliando un pendio ripidissimo grazie ad una serie di tornanti a cui succedono veloci e scorrevoli rettilinei; si deve porre estrema attenzione nel percorrerlo, perchè invita ad allentare la presa sui freni. Spesso i tornanti sono ciechi, pertanto un errore di valutazione o una disattenzione possono risultare fatali: l'invito è quello di goderselo senza farsi prendere troppo la mano. Il fondo che lo caratterizza è quasi sempre ben compatto, ad esclusione di alcuni passaggi più accidentati.

 

[M.te Cornaget dalla Strada degli Alpini]

 

[la Val Cellina ed i prati di Casera Casavento]

 

[in discesa lungo il single track]

 

Sfociati nel suggestivo contesto pascolivo che circonda Casera Casavento (955 mt), si avanza ancora in discesa fino al bivio successivo. Vale decisamente la pena piegare a sinistra, lasciando così la direzione primaria, e percorrere pochi metri, fino al luogo in cui la valle si chiude: è qui, sul greto del corso d'acqua, che si trovano le impronte del dinosauro citate in premessa.

 

[l'impronta del dinosauro]

 

Lasciata questa piccola oasi si riprende il sentiero 966, girando a destra: è questione di un atttimo tornare a Pian de Cea. Da questo punto l'ultimo tratto avviene lungo il fondo valle già percorso all'andata; dopo aver superato la dura rampa che precede la serie di tornantini descritta all'inizio, non resta che scendere lungo la parte restante del sentiero e riguadagnare il parcheggio.

 

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