BICI DA CORSA PREALPI GIULIE M.te Cuarnan da San Daniele


Premessa:

L'elemento di spicco di questo percorso ad anello è senz'altro l'ascesa al M.te Cuarnan da Gemona: tra tutte le salite presenti in regione essa si distingue per detenere il maggior numero di tornanti. La prima parte della pedalata, fatta eslusione per il tratto che collega Trasaghis a Gemona, si sviluppa tra strade poco frequentate ed anche panoramiche. Durante l'ascesa, ombreggiata per buona parte, l'incontro con i veicoli è davvero sporadico, al punto da risultare pressochè inesistente. Giunti alla quota più elevata, se si desidera evitare il traffico del ritorno (che da Artegna in poi si intensifica notevolmente), si consiglia di effettuare il rientro lungo le stesse strade percorse all'andata.

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:


S. Daniele – Cimano – Cornino – Peonis – Trasaghis – Ospedaletto di Gemona – Gemona – M.te Cuarnan – Gemona – Artegna – Urbignacco – S. Stefano – Tonzolano – Casasola – Majano – Comerzo – S. Tomaso – S. Daniele.


Caratteristiche salienti del tracciato:

  • Località di partenza: San Daniele del Friuli, 195 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 67,2 km
  • Quota massima raggiunta: M.te Cuarnan, fine del tratto asfaltato, 967 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1000 mt
  • Pendenza massima rilevata: 9,4 %
  • Tempo di percorrenza indicativo: 3 h – 3h 15 min
  • Stagione consigliata: primavera/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 20 (parziale) oppure Tabacco 1:100.000 – Regione FVG
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
  • Riferimento temporale dell'escursione: maggio 2007


Descrizione dell'itinerario:

Dirigendosi verso Majano da San Daniele lungo la S.S. 463, si raggiunge il bivio per Cimano, presso il quale si può posteggiare l'automobile (sulla destra è visibile un ampio piazzale). Inizialmente si percorre questa magnifica stradina campestre in direzione di Cimano: essa risulta abbastanza stretta, ma poco trafficata e caratterizzata da ottimo fondo; consta di una serie di lievi salite alternate ad altrettanto brevi discese, ma nel complesso fa perdere quota, poiché ha termine qualche metro prima del ponte sul Tagliamento, situato all'altitudine di mt 160. All'incrocio si svolta a sinistra e si attraversa così il ponte succitato, superato il quale la carreggiata scende ancora leggermente, sino al punto in cui si attraverano i binari, dopo il quale si giunge di fronte ad un trivio.

Si svolta a destra in direzione Somp Cornino e si pedala lungo una parte in falsopiano dal fondo un po' rovinato; al bivio successivo si prosegue diritti, verso il laghetto di Cornino, divenuto più celebre negli ultimi anni grazie al Progetto Grifone. Si entra così nella strada di Bottecchia, che segue il greto del fiume Tagliamento con andamento prevalente in falsopiano. Lasciato alle spalle il piccolo centro abitato di Peonis la sede stradale si allarga decisamente e, in corrispondenza del bivio con la direzione per Loc. Chianet, inizia a scendere. Si percorre un lungo e largo rettilineo (che risulta sovente ventoso), fino al crocevia con la strada per Avasinis, presso il quale si svolta a destra, seguendo le indicazioni per Trasaghis: dopo pochissimi metri si svolta nuovamente a destra al bivio successivo (Km 16,2) e si sale blandamente. Lasciato Trasaghis, posto ai piedi del M.te Brancot, ci si appresta ad attraversare nuovamente il greto del fiume Tagliamento; dopo il ponte si tiene la sinistra, puntando verso Gemona; si percorre un lungo rettilineo in falsopiano, che termina in corrispondenza del semaforo posto al crocevia con la S.S. 13 (Km 20,1).

Attraversato l'incrocio si entra nella periferia di Gemona e si segue l'indicazione per il centro. Prima di dare il via all'ascesa vera e propria, merita effettuare una breve sosta presso l'ampio terrazzo panoramico posto al di sotto del bivio con la strada per Artegna e Montenars, su cui spicca il Castello di Gemona, attualmente in fase di ristrutturazione. Lasciato il centro del paese si avanza verso nord, sino al bivio con Via Glesiute, presso il quale vi è l'indicazione per il Monte Cuarnan (Km 23,3). Presa questa direzione si attraversa la periferia alta di Gemona, quasi senza accorgersi del fatto che si sta salendo. La visuale è ancora aperta sulla pianura e sulle prealpi circostanti. Si ignorano tutte le stradine che incrociano Via Glesiute, fino a che, conclusa quest'ultima, si nota la targa che identifica la Via del Foredòr. Seguendo quest'ultima si nota come le abitazioni si diradano quasi immediatamente, sino a sparire del tutto; al loro posto si presenta, su ambo i lati, la vegetazione; Salvo sporadiche aperture, in cui lo sguardo spesso si rivolge a nord est verso il M.te Chiampon, tutta la strada risulta avvolta dal verde. La pendenza costante, mai elevata, consente di prendere un buon ritmo e di mantenerlo per tutta l'ascesa. L'asfalto di questo tratto iniziale non è dei migliori: risulta infatti un po' consumato, quindi ruvido, ed in alcuni punti la sua superficie non è pulita (a causa dei detriti di origine vegetale e del ghiaino finissimo che si raccolgono), il che dovrà essere tenuto in debito conto dutante la discesa. Procedendo, si nota come alcune curve presentino zone di asfalto rifatto da poco; questi “rappezzi” aumentano man mano che si avanza, fino ad essere sostituiti completamente da un manto bituminoso di recente formazione, che determina un sensibile miglioramento per quanto concerne il confort e la scorrevolezza. Lungo gli ultimi Km dell'ascesa (per circa 250 mt di dislivello) la strada è molto più pulita ma viene sovente attraversata dalle canalette di scolo per le acque meteoriche. I tornanti si diradano dopo i 700 mt di quota, a partire dal momento in cui la carreggiata entra in una conca più aperta. La pendenza cresce in quest'ultima parte, ma mai al punto di impensierire. L'arrivo al luogo in cui termina l'asfalto è preceduto dall'attraversamento di alcuni prati molto belli, tra cui spiccano delle graziose casette. La salita, dopo 11,2 Km e quasi 700 mt di dislivello (caratterizzati da una pendenza media del 6,1%), termina presso un piazzale dal fondo naturale, posto alla quota di 967 mt. Dalla partenza sono stati percorsi 34,6 Km. Malga Cuarnan, per chi lo desiderasse, è raggiungibile in pochi minuti a piedi.

In discesa non si raggiungono velocità molto elevate, visto che il ritmo viene spezzato dai numerosi tornanti: in considerazione del pochissimo traffico, si deve soprattutto porre attenzione alle canalette di scolo della parte iniziale ed al fondo meno pulito della parte conclusiva. Tornati a Gemona si segue l'indicazione per Montenars ed Artegna; si consiglia di effettuare il rifornimento d'acqua prima di lasciare il centro abitato, perchè lungo il ritorno non si rintraccia alcuna fontana utilizzabile.

L'ingresso alla galleria è preceduto da alcuni metri di salita impegnativa che terminano al Km 48,2 presso un incrocio, dopo il quale la carreggiata riprende a scendere. Passata la galleria, ed ignorata la deviazione sinistra per Montenars, si prosegue lungo un tratto ombreggiato, presto sostituito, sulla destra, dalla vista sulla pianura circostante e, sul lato opposto, dai numerosi paesini che punteggiano le belle colline poste alle pendici delle prealpi giulie. L'arrivo ad Artegna (Km 52,0) è preceduto da un'altra blanda risalita; dopo aver attraversato il centro si svolta a destra verso Buia, in presenza di evidenti segnalazioni e si affronta una parte in falsopiano, che comprende il ponte sulla S.S. 13. Prima di Urbignacco la strada sale per circa 500 metri, quindi attraversa il paese e scende fino a poco al di sotto di Santo Stefano, ove riprende per un breve tratto l'andamento ascendente, sino a culminare all'altezza del crocevia che precede l'ingresso al centro storico (Km 57,0). Passato quest'ultimo si arriva di fronte ad un primo semaforo; si mantiene la direzione principale e, dopo aver superato una breve discesa seguita da un tratto pianeggiante, si guadagna il secondo semaforo. Attraversato l'incrocio con la strada principale si pedala prevalentemente in piano dirigendosi verso Majano. Lungo questa parte del percorso il manto stradale, in corrispondenza del margine destro, risulta in parte rovinato. Poco prima di entrare nel centro di Majano si incontra un bivio con una strada secondaria, che segnala la zona industriale (Km 62,2); si svolta quindi a destra e si mantiene questa direzione sino alla confluenza che segue, presso la quale si gira nuovamente a destra. Dopo un breve rettilineo, che passa a fianco dei mobilifici, si arriva presso l'ultimo incrocio (Km 63,7). Si svolta a sinistra e si pedala lungo la S.S. 463 per i restanti 3,5 Km, sino al bivio per Cimano.

 

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