MOUNTAIN BIKE ALPI CARNICHE Panoramica delle vette da Cercivento


Premessa:

La panoramica delle vette è un itinerario classico della Carnia, molto conosciuto ed ambito. Richiede un certo impegno per essere compiuto nella sua interezza, soprattutto in virtù della notevole distanza che copre, poiché non presenta salite di estrema durezza (a tal proposito si tenga comunque in considerazione il dato relativo al dislivello, che non è trascurabile). Il bellissimo percorso d'alta quota, che segue alla lunga scalata per il M.te Tenchia, non deluderà le attese: si tratta di un vero e proprio balcone sui monti circostanti (e non solo), che si rinnova continuamente, fino alla deliziosa conca pascoliva del M.te Crostis, da cui inizia la discesa per Tualis. Quest'ultima può avvenire in due modi: il più facile comporta la percorrenza della strada asfaltata, mentre il secondo prevede l'ingresso nel sentiero 151, comunque ciclabile nella sua totalità.

 

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

 

Cercivento di Sopra – Pian delle Streghe – M.te Tenchia – Pizzo del Corvo – Zoùfplan – Cimone di Crasulina – Sentiero 154 – Sentiero 152 – Casera Valsecca – Casera Tarondon Alta – Casera Tarondut Alta – Marindador – Casera Crostis – Punta di Saffrucella – Tualis – Salàrs – Ravascletto – Sella Valcalda – Ciampèis – Prepaulin – Piè del Pecol – Cercivento di Sopra.

 

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Cercivento, 610 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 53,2 Km (48,0 km in caso di dicesa su sentiero 151)
  • Quota massima raggiunta: Pendici del Cimone di Crasulina, 1980 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1810 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 4 h – 4 h 30 min
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 9
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile




Descrizione dell'itinerario:

Provenendo da Sutrio si entra nel paese di Cercivento di Sotto, all'altezza del bivio che ha origine dalla strada per Ravascletto. Si avanza in direzione di Cercivento di Sopra, sino ad incontrare la biforcazione per il M.te Tenchia (segnalata), che precede l'ingresso nella parte alta del paese; si può posteggiare la macchina negli spazi contrassegnati del piazzale antistante alla chiesa ed iniziare a pedalare, dirigendo dapprima verso il basso e svoltando poco dopo a sinistra, per immettersi nella carreggiata più stretta vista prima. L'ascesa prende il via immediatamente: essa avviene lungo una vecchia strada militare asfaltata, che ben presto si introduce in un bel bosco di abeti (recentemente oggetto di tagli lungo il margine più basso), nel quale permane fino al raggiungimento del pianoro noto come Pian delle Streghe;

[un simpatico incontro poco sopra Cercivento]
il fondo diviene naturale dopo 11,2 Km, ma si presenta ben compatto e non ripido, percui consente di guadagnare quota piuttosto agevolmente. Di fronte, le nude pendici sommitali del M.te Tenchia mostrano diversi prati tra cui si notano delle antenne ed altre installazioni.

[lungo il tratto sterrato della salita dopo Pian delle Streghe]

 

[il Canale di S. Pietro]

 

A quota 1680 mt, presso un bivio, la traccia principale piega vistosamente verso sinistra, mentre l'altra dirige verso Casera di Zoùfplan Bassa. La prospettiva muta poco dopo il raggiungimento della vetta del M.te Tenchia: la strada bianca che si va percorrendo compie una svolta di quasi 180° e volge verso il Pizzo del Corvo. La maggior parte del dislivello può considerarsi superata: da questo momento si deve preventivare un lungo tragitto in quota, il quale saprà riservare diverse e gradevoli sorprese.

 

[l'arrivo al punto di partenza del sentiero 154]

 

Dopo aver lambito questa seconda cima la strada bianca si raddrizza, transita sotto la sommità del M.te Zoùfplan e dirige verso i bellissimi laghetti di circo glaciale che recano lo stesso nome: è uno spettacolo pedalare a fianco di questa ampia conca, oltre tutto popolata da numerose marmotte che non risulta difficile udire ed avvistare.

 

[Zoùfplan]

 

Nel punto in cui la pista piega verso sinistra (ove si trova il segnavia CAI – Km 17,0) è possibile affacciarsi verso nord-est ed ammirare, in primo piano, la vicinissima piramide verde del M.te Terzo e, poco più avanti, il M.te Paularo, l'imponente Creta di Timau ed il Polinik. Sul delimitare della conca la stradina subisce un'impennata, che ha termine nel punto in cui essa aggira la vetta del Cimone di Crasulina, superata la quale si restringe sino a divenire single track. La percorrenza del sentiero 154 suggerisce cautela: la traccia, apparentemente invitante, nasconde in realtà insidie; oltre all'esposizione notevole di alcuni passaggi, consta di un fondo che a tratti si fa più irregolare e che spesso risulta celato ingannevolmente dall'erba. Sebbene questo sentiero sia a tratti ciclabile, si consiglia di affrontarlo con calma portando le bici a piedi: in questo modo risulterà assai più godibile lo spettacolo che l'accompagna, costituito dalla lunga dorsale erbosa che collega il M.te Tenchia al M.te Crostis. La “finestra” verso sud ammicca verso il Canale di San Pietro, che fa da spartiacque tra Dauda, Zoncolan, Tamai ed Arvenis da un lato e M.te di Rivo, M.te Cucco e M.te Tersadia dall'altro; sullo sfondo, cioè a sud, spicca la mole del M.te Amariana. Si avanza verso ovest, puntando la verde piramide del Piz di Mede.

 

[lungo il single track 154; sullo sfondo il Piz di Mede]

 

Dopo il tratto iniziale, costituito da prevalente falsopiano, il sentiero 154 perde un po' di quota (con alcuni strettissimi tornantini), salvo risalire leggermente poco prima della confluenza con la traccia 152, la quale costeggia il pendio posto tra il Piz di Mede ed il M.te Valsecca: giunti a questo bivio (Km 19,7) si abbandona il sentiero 154 in favore del 152; si riprende a salire in modo blando su single track ancora esile ed in parte esposto, però lungo questa parte è possibile pedalare; Al superamento del Piz di Mede segue una velocissima e breve discesa (lungo la quale è possibile effettuare il rifornimento d'acqua) ma, poco prima di aggirare il versante del M.te Valsecca, la salita riprende con pendenza decisa, anche se solo per poche decine di metri: in corrispondenza di uno steccato la traccia spiana e sfocia in un piccolo pianoro (Km 21,6), dal quale si può apprezzare meglio l'interno della lunga valle che collega Il Canale di San Pietro con il Canale di Gorto (di fronte è ben visibile, sul versante del M.te Pezzeit, la strada che scende verso Ravascletto). La traccia aggira la cresta e si allarga, divenendo una comoda mulattiera, quindi transita nei pressi dei ruderi di Casera Valsecca, dopo i quali confluisce nella strada, citata poc'anzi, che proviene da Sella Valcalda (Km 22,0). Si prosegue in salita lungo la rientranza del versante, sino ad una nuova svolta significativa, che determina l'ingresso nella vasta conca in cui si trovano Casera Tarondòn, Casera Tarondòn Alta e Casera Tarondùt Alta;

 

[all'interno della conca tra Valsecca e Marindador]

 

è possibile rifiatare e godere del panorama mentre si attraversano questi stupendi pascoli, pedalando lungo una ampia carrareccia pianeggiante che presenta un fondo compatto e scorrevole.

 

[Marindador, poco prima dell'arrivo a Casera Crostis]

 

Aggirata la cresta digradante del M.te Pezzacul appare la conca sottostante alla vetta del M.te Crostis, in cui spiccano Casera Crostis e Casera Chiadinis. La pista scende ora leggermente, poi riprende l'ascesa. Nelle vicinanze di Casera Crostis (Km 28,4) il fondo diviene asfaltato e continua a salire, dapprima lievemente, quindi in modo più impegnativo. Nei pressi del bivio per la struttura agrituristica (che si raggiunge con una brevissima discesa su tratto sterrato) termina quest'impennata (Km 29,6), ma non la salita: quest'ultima finisce presso lo slargo della carreggiata posto appena al di sotto della pendice del M.te Neval (Km 30,2). Segue la veloce discesa verso Tualis: il primo tratto di questa strada è molto panoramico e offre una splendida vista sul Canale di Gorto, sovrastato dai contrafforti calcareo dolomitici delle Pesarine e dalla guglia aguzza del M.te Tuglia. Superata la Punta di Saffrucella inizia una serie di tornanti, che riportano verso l'interno (cioè ad est); presso un tornante destrorso in località Costa Buina si nota il primo segnavia CAI 151 per il M.te Crostis e poco al di sotto, al Km 33,7, c'è un altro evidente bivio con il succitato single track. A questo punto sono possibili due opzioni:

a) la prima, più semplice, prevede di continuare la discesa lungo la strada asfaltata: in questo modo l'itinerario risulterà più lungo di 5,2 Km (l'arrivo a Tualis avviene infatti al Km 40,7).

b) la seconda, più corta ma anche maggiormente impegnativa, prevede la discesa lungo il sentiero 151: questa traccia è quasi interamente ciclabile, sebbene con cautela. Nella parte alta attraversa una splendida abetaia, quindi presenta un buon fondo in lettiera d'aghi, mentre in seguito tende a divenire più tecnica, in virtù della sempre maggiore presenza di pietre lungo il percorso.


Giunti a Tualis si avanza fino a notare l'indicazione per Salàrs: presso questo bivio si svolta a sinistra e si scende per alcuni metri: attraversato il ponte sul Rio Vaglina (Km 41,9) la carreggiata riprende a salire in modo non molto impegnativo ma costante; lungo i margini si notano i recenti tagli delle essenze arboree che popolano questi versanti, effettuati per facilitare le operazioni concernenti la tappa Lienz-Zoncolan dell'edizione 2007 del Giro d'Italia. Giunti a Salàrs (Km 44,4) si affronta una breve serie di sali-scendi, che termina con l'arrivo a Ravascletto (Km 45,9); dopo aver percorso 200 mt si svolta a sinistra, immettendosi in una bella strada dal fondo lastricato in pietra; ad un primo tratto in piano segue una breve discesa. Raggiunta Sella Valcalda (sulla sinistra si nota la strada per M.te Valsecca e panoramica delle vette) non resta che impegnare la S.S. 465 ed effettuare il velocissimo ritorno a Cercivento. L'ingresso in paese è preceduto da un bivio posto sul lato sinistro (km 52,0) a cui segue una breve risalita: attraversata la parte alta del paese non resta che scendere sino al piazzale della Chiesa (Km 53,2).


Itinerario compiuto nel mese di giugno dell'anno 2007



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