M.te Zoncolan e Sella Valcalda da Tolmezzo
Premessa:
Non si tratta della famosissima strada dello Zoncolan che si prende dal versante di Ovaro, ma anche questa salita da Sutrio è degna di rispetto e può vantare una certa celebrità, poiché richiama alla memoria il Giro d'Italia del 2003. Gli ultimi 4 km che la contraddistinguono hanno numeri tali da non sfigurare in confronto all'opposto versante: si pensi alla loro pendenza media, la quale si attesta oltre il 13 %, salvo raggiungere la punta massima del 22 % poco prima del termine. Un buon stradista, ben allenato, non incontrerà particolari difficoltà nel portare a termine questo giro, concludendolo sicuramente in tempi inferiori rispetto a quelli indicati nel prospetto sottostante; questo non significa però che il presente tragitto debba ritenersi alla portata di chiunque.
Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:
Tolmezzo – Caneva – Casanova – Terzo – Formeaso – Zuglio – Arta Terme – Sutrio – Baita da Rico – Baita Cocul – M.te Zoncolan – Liariis – Lenzone – Ovaro – Chialina – Comeglians – Povolaro – Sella Valcalda (Ravascletto) – Cercivento – Sutrio – Arta Terme – Zuglio – Formeaso – Terzo – Casanova – Caneva - Tolmezzo
Caratteristiche salienti del tracciato:
- Località di partenza: Tolmezzo, 323 mt s.l.m.
- Lunghezza percorso: 72,4 km
- Quota massima raggiunta: Sella Zoncolan, 1750 mt s.l.m.
- Dislivello: 1855 mt
- Pendenza massima rilevata: 22,0 %
- Tempo di percorrenza indicativo: 3 h e 45 min – 4 h
- Stagione consigliata: primavera/autunno
- Cartografia: Tabacco 1:100.000 – Regione FVG
- Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
Descrizione dell'itinerario:
Entrare a Tolmezzo dalla rotatoria posta all'intersezione tra le S.S. 52 e 52 bis, quindi svoltare a sinistra e preseguire per poche decine di metri fino a raggiungere l'area di sosta (trattasi di un piazzale sterrato) antistante alle attività commerciali che si trovano sul lato opposto della carreggiata: è possibile lasciare la vettura in questa posizione. Si inizia a pedalare verso la piccola rotatoria di viabilità interna, all'altezza della quale va scelta la prima deviazione a destra; al termine del breve rettilineo che segue si svolta a sinistra, seguendo le indicazioni per il confine italo – austriaco, quindi si avanza fino a raggiungere un semaforo. Si procede ora a sinistra, in direzione di Caneva; appena concluso l'attraversamento del ponte sul torrente But si scende sul lato destro, deviando sulla strada per Zuglio che corre parallelamente alla S.S. 52 bis.
Segue un bel tratto in leggera ascesa, poco trafficato ed ideale per effettuare il necessario riscaldamento preliminare. Al termine dell'abitato di Zuglio si deve effettuare un nuovo attraversamento del But, quindi immettersi nella S.S. 52 bis e muovere in direzione del Passo di Monte Croce Carnico. Giunti all'altezza del bivio per Sutrio si svolta a sinistra, lasciando la trafficata Strada Statale; dopo una curva secca che lambisce le costruzioni dell'abitato appare, sul lato sinistro, l'inquietante cartello stradale riportante la scritta “Monte Zoncolan” (km 15,9): è il segnale che sta per avere inizio la lunga salita per la sella posta a 1750 mt di quota. Sono trascorsi circa 40 minuti dalla partenza.
Questa scalata consta di complessivi 13,5 Km, lungo i quali si supera un dislivello di 1180 mt; l'esordio non è dei più semplici: il lungo rettilineo iniziale promette battaglia, ma fortunatamente nel proseguo non mancheranno i punti in cui rifiatare, soprattutto in corrispondenza dei 10 ampi tornanti che inframezzano le varie impennate. La larga carreggiata presenta un andamento discontinuo, ma è caratterizzata da un buon fondo. Sino a prima della confluenza con la strada che sale da Priola la salita avviene abbastanza agevolmente, se si esclude la quasi totale assenza di ombra che la caratterizza: essa viene a mancare a causa della notevole larghezza della sede stradale, che non permette al bosco di offrire riparo. Questa situazione interesserà anche la parte finale dell'ascesa, quindi si consiglia di scegliere con accuratezza gli orari in cui effettuare la scalata di questo versante dello Zoncolan.
Dopo circa 50 minuti si arriva nei pressi della Baita da Rico (km 25,4), preceduta da un lungo rettilineo in cui la strada spiana: da questa posizione la visuale si apre sul comprensorio sciistico del versante orientale, sovrastato dalla tondeggiante cima del M.te Tamai. La prima parte dell'impresa può dirsi conclusa, ma restano da superare gli ultimi 3,9 km al 13,2 % medio, cioè i più difficili.
Si prosegue ora sulla sinistra, verso la confluenza con la strada che sale da Priola. La carreggiata si restringe notevolmente (porre attenzione all'eventuale passaggio di veicoli) ma il fondo stradale si mantiene soddisfacente. Poco dopo aver lasciato alle spalle la Baita “Al Cocul” fa la sua apparizione la prima seria impennata, in corrispondenza di una stretta curva destrorsa; dopo alcuni faticosissimi metri segue un tratto relativamente tranquillo, che si conclude poco prima di due spietati tornanti, in cui la pendenza torna a farsi impietosamente sentire. Al termine di questo rettilineo si intravede un piccolo ponte in pietra; sta approssimandosi la parte conclusiva della scalata, la più estrema: dopo un paio di curve appare, in tutta la sua brutalità, la tremenda rampa finale, in cui la pendenza massima raggiunge il 22 %, prima che la strada vada gradualmente affievolendosi nelle ultime centinaia di metri che precedono l'arrivo in sella (km 29,4). Dopo un paio d'ore dalla partenza si conquista, non senza soddisfazione, questa celebre montagna, famosa per la sua asprezza in tutta europa. Merita fermarsi per alcuni minuti, non solo per rifiatare: verso ovest si gode di una splendida vista sulle Pesarine ed in direzione nord domina l'imponente gruppo roccioso del M.te Coglians.
La discesa per Ovaro è un'autentica picchiata! L'asfalto è stato rifatto in occasione dell'ultimo Giro d'Italia del 2007 mentre le umide gallerie presenti nella parte alta sono state pavimentate ed illuminate artificialmente con impianti ad attivazione automatica, sensibili al passaggio. E' bene scendere con cautela (considerato che la ripidissima carreggiata è piuttosto stretta), facendo attenzione a non surriscaldare eccessivamente i cerchi della bici con le numerose ed inevitabili frenate. All'altezza di Liariis la pendenza finalmente si attenua; nei pressi dell'incrocio (km 37,7) si svolta a sinistra in direzione di Lenzone, passato il quale si confluisce nella S.R. 355, sul limitare dell'abitato di Ovaro.
Si svolta a destra e si procede per alcuni minuti verso nord; giunti al bivio per Comeglians si lascia la S.R. 355 in favore della strada che attraversa questo paese. Poco prima di dare inizio alla seconda ascesa è possibile effettuare il rifornimento d'acqua (km 43,0). Lasciato il centro si gira a destra (la stradina di fronte conduce a Tualis o riporta alla S.R. 355), in direzione di Povolaro e Ravascletto.
Segue una salita lungo la quale si superano, in circa 30 minuti, quasi 400 m di dislivello: la prima parte, maggiormente soleggiata, risulta più impegnativa, anche in considerazione del parziale raffreddamento conseguente alla discesa dello Zoncolan. L'arrivo a Sella Valcalda (km 49,4) è preceduto da un tratto in falsopiano a cui si avvicenda il lungo rettilineo conclusivo.
Terminata questa ulteriore scalata si scende dal versante opposto, raggiungendo velocità notevoli. Poco dopo il bivio per Cercivento di Sopra la sede stradale inizia a piegare verso destra, in modo da reimmettersi nel Canale di S. Pietro parallelamente al torrente But. In breve si riguadagna il bivio di Sutrio da cui ha avuto inizio la lunga ascesa per lo Zoncolan (km 56,8). Da questo punto si percorre a ritroso la strada già affrontata all'andata. In circa 30 minuti avviene il ritorno a Tolmezzo, presso l'area in cui è stata lasciata la vettura (km 72,4).
Itinerario compiuto nel mese di settembre dell'anno 2007





