TREKKING ALPI CARNICHE Sulle pendici del M.te Zermula


Premessa:

Verrà probabilmente spontaneo chiedersi per quale motivo con questo itinerario non sia stata considerata l'intera ascesa al monte Zermula; la ragione è semplice: la relativa brevità del percorso ne consente il compimento per intero anche durante la stagione autunnale, cioè in presenza di giornate più corte, senza dover patire l'assillo della mancanza di tempo a disposizione. Prima di tutto infatti, l'escursione intende essere una piacevole passeggiata a contatto con l'ambiente naturale, che in questa zona esercita un fascino particolare, meritevole di essere apprezzato passo dopo passo. L'aspetto panoramico non risente affatto dell'abbreviazione, come testimonia la felice posizione occupata della vetta Cul di Creta, la quale è pur sempre vicina ai 2000 mt di altitudine. Qualora si desiderasse proseguire lungo il sentiero 442 ai fini di raggiungere la cima del monte Zermula (2143 mt s.l.m.), si tenga presente che al tempo indicato nell'elenco sottostante andranno aggiunte quasi altre due ore di cammino.

 

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Da Nelut – Casera di Zermula – Sentiero 442 – Cul di Creta.

Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso dell'andata.

 

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: rifugio Da Nelut, 1102 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: circa 8,0 km
  • Quota massima raggiunta: Punta Cul di Creta, 1940 mt .l.m.
  • Dislivello: 840 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 h 45 min – 3 h
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 9
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Bellezza (da 1 a 5): 4
  • Panoramicità (da 1 a 5): 4

 


Descrizione dell'itinerario:

 

Da Paularo si seguono le indicazioni per il Passo di Lanza: dopo aver percorso una parte della stretta rotabile asfaltata, si giunge nei pressi del rifugio “da Nelut”, presso il quale è consigliato lasciare la vettura. Sul lato opposto della carreggiata è visibile l'imbocco del sentiero CAI 442 per la Casera di Zermula ed il monte Zermula stesso. Si inizia a camminare sull'ampia traccia (che in questa ripida parte iniziale presenta fondo cementato), entro una fitta abetaia. Presto il bosco si dirada, lasciando intravedere la cresta rocciosa del monte Zermula ed i pascoli che circondano il complesso agrituristico.

 

[canale d'Incarojo e gruppo del Sernio dalla rotabile per casera di Zermula]

 

Con alcuni comodi tornanti si giunge ben presto all'altezza della Casera di Zermula (1298 mt s.l.m.), accompagnati da una bella visuale sul gruppo del Sernio ed il monte Tersadia, divisi tra loro dal largo Canale d'Incarojo. Lasciata alle spalle la casera, compiendo una evidente svolta verso ovest, si giunge dinnanzi ad una biforcazione, presso la quale è presente la seglaletica per Casera Pizzul;

 

[il sentiero per il monte Zermula poco dopo la casera]

 

si prosegue diritti, ignorando quindi la mulattiera sul lato destro, sino ad una nuova biforcazione, ove compaiono i segni bianco rossi del CAI. Si svolta a destra, immettendosi in una larga mulattiera avente buon fondo e moderata pendenza. Ad una ulteriore confluenza tra la pista principale ed una traccia secondaria (che si incontrerà di lì a breve), resa ancor più vistosa dalla presenza di un crocefisso e di uno steccato, andrà mantenuta la destra. La prima parte di questa traccia si dipana attraverso un bosco misto costituito prevalentemente da abeti e faggi, ma nel volgere di poco tempo torna a farsi panoramica, rivolgendosi senza ostruzioni alla visuale in direzione sud-ovest, quindi sulla vallata ed i rilievi già citati. Con una serie di tornanti si guadagna rapidamente quota, mente la conformazione dell'ambiente va gradualmente modificandosi, divenendo sempre più rocciosa.

 

[il caratteristico sentiero tagliato nella roccia]

 

Non è improbabile scorgere esemplari di camoscio su questo versante della montagna. Il sentiero rimane largo sino all'altitudine di circa 1700 mt, oltrepassata la quale va restringendosi d'improvviso, pur restando sufficientemente comodo. Il suolo, fattosi ora più tecnico, richiede maggiore attenzione, così come l'esposizione della traccia che, seppur non preoccupante, è bene non trascurare. Tra le sempre maggiori pietre affiorano sparuti esemplari di pino mugo, mentre il panorama si estende ulteriormente, passo dopo passo. A quota 1900 mt si nota un nuovo ed evidente bivio: il sentiero CAI 442 per la vetta del monte Zermula prosegue sulla destra ma, ai fini della presente escursione, si considera la breve traccia contrassegnata da alcuni bolli rossi, che consente di guadagnare in pochi minuti la piccola vetta Cul di Creta, posta sul limite occidentale del monte considerato nella sua integrità. Lungo questa breve parte conclusiva si notano facilmente i resti di varie postazioni militari risalenti al periodo della Grande Guerra. In cima si apre una vista stupenda verso nord, cioè sul passo di Lanza e sull'Austria. Particolarmente suggestiva è la figura della creta di Aip, posta tra il monte Cavallo di Pontebba e la creta d Lanza.

 

[Zermula e creta di Aip da Punta Cul di Creta]

 

Spostando lo sguardo gradualmente verso ovest è possibile ammirare la dorsale erbosa dei monti Lodin e Cuestalta, quindi svariate altre cime, tra cui spicca nettamente il massiccio del Coglians/Chianevate;

 

[veduta verso occidente sulle alpi carniche da Punta Cul di Creta]

 

conclude il "giro panoramico" la lunga dorsale digradante dei monti Dimon e Neddis, le cui pendici boscose discendono fino sul fondo del Canale d'Incarojo. Sono necessari circa 90 minuti per raggiungere questa vetta; per il rientro si utilizza lo stesso percorso, il quale consentirà di guadagnare il punto in cui è stata posteggiata la vettura in circa 70 minuti.

 

[l'inizio della discesa]

 

Pur trattandosi della medesima traccia va precisato che la discesa non si rivelerà affatto noiosa: è interessante infatti notare come la prospettiva sul paesaggio cambi, offrendo scorci che facilmente possono essere sfuggiti durante l'andata.

 

[lungo la via del ritorno nella parte alta del sentiero 442]

 

Riferimento temporale dell'escursione: novembre 2007


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